Siracusa. A tre anni, lo scorso 19 gennaio, dalla morte di Eligia Ardita si è tornati in aula questa mattina innanzi ai giudici della Corte d’Assise (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Alessandra Gigli), per il il processo a carico dell’ex guardia giurata Christian Leonardi, accusato di uxoricidio ai danni della propria moglie (Leggi qui).
Un’udienza delicata quella di oggi che ha visto Luisa Ardita, la giovane sorella della vittima, riascolta per il riesame.
Si è dibattuto a lungo su una conversazione registrata dalla stessa sorella di Eligia il 2 febbraio del 2015 (ndr. giorno della tumulazione dell’infermiera aretusea incinta all’ottavo mese) tra lei, Christian Leonardi ed il fratello.
Una conversazione avvenuta nel portico sotto casa della famiglia Ardita dove la sorella chiedeva giustificazioni al cognato dell’assenza “ingiustificata” e del ritardo durante la tumulazione della moglie e della figlioletta.
A ricordare il giorno dell’addio definitivo all’amata sorella Luisa Ardita è scoppiata in lacrime facendo crollare l’aula in un silenzio quasi tombale. Un addio che ha visto famiglia Ardita perdere non solo una figlia ma anche il sogno di poter abbracciare quella che sarebbe stata la prima nipotina, Giulia.
A nulla è servito l’invito della Storaci e dell’avvocato Francesco Villardita ad interrompere l’udienza per qualche minuto.
La giovane Ardita ha avuto fretta di concludere la sua audizione per porre fine ad un capitolo alla quale lei stessa non si abituerà mai.
Ascoltato anche uno dei Vigili del Fuoco intervenuti, la tragica notte del decesso di Eligia, dopo la chiamata ricevuta nella sala operativa dal 118. All’uomo sono state poste domande in merito all’intervento effettuato all’interno dell’abitazione coniugale di via Calatabiano (Leggi qui) dove è stato necessario utilizzare una tavola spinale per soccorso per poter facilitare il trasporto del corpo di Eligia dall’ultimo piano della palazzina fino all’ambulanza.
Si tornerà innanzi ai giudice della Corte d’Assise mercoledì 7 febbraio 2017.
(hanno collaborato Marco Panasie e Alessia Lorefice)

