News Siracusa: da tempo, ormai, parliamo della vicenda che ha visto la morte del giovane siracusano Stefano Biondo (leggi qui)
Stefano, all’epoca dei fatti aveva solo 21 anni. Era un “bambino” che aveva già sofferto per colpa di una natura decisamente beffarda ed ingiusta. Era un disabile psichico Stefano Biondo. Ricoverato da quasi tre anni in psichiatria a Siracusa.
Il 25 gennaio del 2011, giorno del suo decesso, il giovane aretuseo veniva trasferito dall’azienda ospedaliera per recarsi all’interno di una struttura privata. Nel pomeriggio dello stesso giorno la signora Rossana, sorella di Stefano, era chiamata d’urgenza per un’improvvisa crisi del fratello.
Quest’oggi, presso il Tribunale di Siracusa, doveva tenersi la prima udienza per rendere giustizia a Stefano. Udienza che, però, non si è svolta.
Come sempre la combattiva Rossana La Monica, sorella di Stefano e presidente dell’Associazione Astrea (nata in memoria di Stefano) non abbassa la testa e dichiara: “stamane doveva tenersi la prima udienza per accertare la responsabilità dell’infermiere G.A., sulla morte di Stefano Biondo? Invece non è stato cosi. La giustizia ha fallito ancora una volta, sapete perché? Sono state fissate due udienze, una al monocratico e una nella sezione penale, vizio di forma che ha cosi portato un ulteriore revoca. Infatti l’udienza si terrà il 30 giugno. Questa vicenda ha dell’incredibile specie perché tutto accade dopo più di quattro anni dall’ingiusta morte, dopo la richiesta di archiviazione e di diversi rinvii. Come recitava uno degli striscioni protagonista di diversi sit-in per cercare Giustizia per la morte di Stefano: <Per Stefano ha fallito la natura, ha fallito la sanità, non può, non deve fallire la giustizia>. Per questo continueremo a tenere alta l’attenzione e speriamo che non si registrino altri rinvii o spostamenti di data anche se il nostro rammarico per oggi resta. Non a caso continua anche l’attività dell’associazione nata in sua memoria si denomina Astrea, figura mitologica della Giustizia, che si batte ogni giorno per difendere chi ha bisogno e non riesce a farlo da solo. Perché il vuoto sociale è molto conosciuto dalla mia famiglia, un vuoto sociale in cui cadono i disabili e i loro cari, per questo non smetteremo di aiutare il prossimo affinché fatti tragici non si ripetano più“.
Alla delicata vicenda giudiziaria si aggiunge un’ulteriore notizia. La denuncia presentata dalla famiglia La Monica – Biondo contro l’Asp (ritenuta responsabile morale della morte di Stefano) è stata rinviata a giudizio nonostante in un primo momento, erroneamente, fosse confluita all’interno del fascicolo della prima querela presentata dalla famiglia.
Che sia fatta giustizia per Stefano affinché venga sfatato il mito che i disabili sono “figli di un Dio minore”.



