
News Siracusa: ricorre oggi la Giornata Internazionale della Donna e non festa, come comunemente, viene definita. Si! Perché oggi non è un giorno di festa, oggi è il giorno del ricordo sia delle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne sia delle discriminazioni e delle violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.
Per questo, oggi non parliamo di festa ma di ricordo, di informazione e per questo vogliamo ricordare tre figure femminili siracusane che si sono distinte in campo letterario, umanitario e culturale in generale, e vi proponiamo le figure di Christiane Reimann, Laura Di Falco e Costanza Bruno.
Christiane Reimann (Copenhagen, 6 maggio 1888 – Siracusa, 12 aprile 1979)
E’ una delle figure che sta facendo parlare di se, in quest’ultimo periodo, in merito alla donazione lasciata al Comune di Siracusa che comprende la villa di via Necropoli Grotticelle, la casa del custode e il fondo rustico di Case Bianche. Christiane Reimann decise di vivere a Siracusa e di morirvi perché la scelse come Sua seconda patria. Fu segretaria dell’ International Council of Nurses (ICN). Il Suo ruolo è stato così importante da determinare la nascita del Premio Christiane Reimann. Si deve alla gentil donna danese il rinvenimento di numerose tombe nel parco della villa.

Laura di Falco (Canicattini Bagni, 3 settembre 1910 – Roma, 5 febbraio 2002)
Allieva del Gargallo, ha vissuto le lunghe stagioni letterarie del 900. Di lei si ricordano “L’inferriata”, romanzo finalista al premio Strega 1976. “Piazza delle quattro vite”, racconto della borghesia siciliana, dove narra le sue condizioni e aspirazioni in un periodo politico in chiave malinconica. Fu giornalista e pubblicista. Eugenio Montale la definì “un talento narrativo più che autorevole“
Costanza Bruno (Siracusa, 31 gennaio 1915 – Nicosia, 23 luglio 1943)

Infermiera e membro del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. Cadde in combattimento il 23 luglio del 1943, durante le operazioni dello sbarco anglo-americano nell’isola. Nel corso della seconda guerra mondiale, ottenuta l’autorizzazione a recarsi sui campi di battaglia svolse il suo servizio di infermiera volontaria nelle corsie, con umanità e senso del dovere, prendendosi cura dei feriti più gravi e meno assistiti. A Costanza Bruno sono state attribuite dalla Croce Rossa internazionale il 12 maggio 1947 la medaglia Florence Nightingale, la più alta onorificenza internazionale della Croce Rossa, la medaglia d’oro della Croce Rossa Italiana e la Medaglia di bronzo al valor militare.
A queste donne va oggi il nostro pensiero, a donne determinate, vogliose di riscatto da una società che li considera spazzatura. Loro non sono un ricordo sbiadito perché incarnano le numerose donne che giorno dopo giorno cercano di andare avanti per affermare le loro idee. A loro oggi non va il nostro augurio ma il nostro sostegno.


