• Pubblicità
  • Redazione
  • Contatti
martedì, 21 Aprile 2026
Siracusa Times
  • HOME
  • News
  • Siracusa
  • Cronaca
  • Politica
  • Sport
  • Rubriche
    • Letture consigliate
    • Sancu cauru campa picca
    • Spazio nutrizione
    • FOTOGRAFANDO
  • LE VOSTRE SEGNALAZIONI
Nessun risultato
View All Result
  • HOME
  • News
  • Siracusa
  • Cronaca
  • Politica
  • Sport
  • Rubriche
    • Letture consigliate
    • Sancu cauru campa picca
    • Spazio nutrizione
    • FOTOGRAFANDO
  • LE VOSTRE SEGNALAZIONI
Nessun risultato
View All Result
Siracusa Times
Nessun risultato
View All Result

Siracusa: con il dramma di Medea si chiude il ciclo de “le prime” al Teatro Greco

di Alessia Zeferino
17 Maggio 2015
Siracusa: con il dramma di Medea si chiude il ciclo de “le prime” al Teatro Greco
 

image

News Siracusa: Pietre. Pietre che raccontano. Parlano da sole. Narrano un vissuto pieno di storia e di arte.

Torna a vivere, come ogni anno, il Teatro Greco di Siracusa grazie alle tragedie classiche giunte al 51 ciclo. Una categoria interpretativa della realtà. Un modo unico con cui l’uomo ha cercato di rispondere ai più importanti interrogativi sul senso della propria esistenza e del proprio agire. Figure emblematiche. Assolute. Figure nelle quali si riflette la condizione esistenziale dell’uomo di ogni tempo, con i suoi insanabili conflitti.

L’eroe tragico vive, agisce, sceglie e soffre credendo di essere artefice della propria sorte, mentre non fa che compiere un destino già scritto e immutabile. Un destino primitivamente folle in tempi in cui lo spirito umano era avvolto dalla superstizione e dal terrore. Tempi lontani ma vicini allo stesso tempo.

Termina oggi il ciclo di “prime” dei tre spettacoli che hanno visto in scena “Le Supplici” di Eschilo diretta da Moni Ovadia (Leggi qui), “Ifigenia in Aulide” di  Euripide con la regia di Federico Tiezzi (Leggi qui) e “Medea” di Seneca con la regia di  Paolo Magelli. 

Medea. Medea e il mare. Il mare “funesto“. Il mare inteso come presenza “malefica” che incombe, inesorabilmente, sull’intera tragedia. Torna, quindi, il tema del mare e del viaggio della speranza e del dolore. Medea donna. Donna pazza d’amore. Medea che, per il suo uomo, ha compiuto gli atti peggiori ma che viene ripudiata dallo stesso per un’altra donna. Eroina tragica ma di grande forza, Medea, sente l’ingiustizia della società nei confronti della donna che, a differenza dell’uomo, dopo aver compiaciuto il marito può essere ripudiata senza remora o ragione.

Medea come donna del passato e del presente. Politicamente impegnata e lontana da una società che ritiene ingiusta. Lontana e distaccata da un mondo che sembra non voler avere, minimamente, pietà di lei. Medea donna di ieri e di oggi. Abbandonata e straziata, nelle viscere e nella mente, dal dolore del rifiuto e del tradimento. Un dolore talmente sordo ma acuto da spingerla ad uccidere i propri figli prima di morire. Medea madre esemplare e madre, allo stesso tempo, folle. Medea che viene considerata folle e vive due realtà diverse come la razionalità e l’irrazionalità allo stesso tempo.

Medea che, dal passato ad oggi, mette in luce un tema delicato ed attuale come quello delle madri che, in preda ad un istinto insano, uccidono i propri figli mettendo in scena la rappresentazione della “pura” follia accumulata e scatenata dal dolore. Donna nuova, violenta e passionale. Medea che, nemmeno di fronte all’orrore del proprio gesto, può sopportare di non lavare con il sangue il proprio orgoglio ferito, quasi l’estremo e ineluttabile sacrificio potesse riportare un brandello di dignità a tutti i valori che per amore di Giasone, marito infedele, aveva erroneamente calpestato. Medea vittima di un destino meschino disegnato per lei da uomini, sceglie il più grande dolore personale, piuttosto che sottomettersi a scelte imposte che vogliono solo umiliarla e calpestarla ulteriormente.

TRAMA: Ripudiata da Giàsone, cui aveva consentito la conquista del vello d’oro grazie alle sue arti magiche e ai suoi crimini, Medea medita un’atroce vendetta ai danni dell’eroe che l’ha abbandonata per contrarre nuove nozze con Creùsa, figlia di Creonte, re di Corinto. Dopo aver eliminato con la magia sia la rivale sia il re, Medea mette in atto l’intento di punire il traditore Giàsone uccidendo i figli avuti da lui. Al padre annichilito dal dolore l’eroina, fuggendo su un carro alato, lascia l’amara consapevolezza che non vi sono dèi negli alti spazi del cielo, ove al loro posto si colloca l’entità infera della madre che toglie la vita alla sua prole.

 

Share
Articolo Precedente

Siracusa: lo spettacolo dell’Infiorata di Noto, un gioiello barocco della Sicilia

Articolo Successivo

Siracusa: furto di denaro in una panineria in via Polibio, arrestato un 30enne siracusano

Articolo Successivo
Siracusa: tentato furto in via Alessandro Specchi, arrestati i due ladri

Siracusa: furto di denaro in una panineria in via Polibio, arrestato un 30enne siracusano


Cerca su Siracusatimes.it
Nessun risultato
View All Result

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Partners
  • Regolamento Elettorale

Copyright 2021 © STM Company Srls Tutti i diritti sono riservati | Siracusatimes.it Testata Giornalistica online reg. al Tribunale di Siracusa n. 07/14
Direttore responsabile: Alessia Zeferino | STM Company Srls P.Iva 01839660899 | Per la pubblicità: commerciale@siracusatimes.it

Nessun risultato
View All Result
  • HOME
  • News
  • Siracusa
  • Cronaca
  • Politica
  • Sport
  • Rubriche
    • Letture consigliate
    • Sancu cauru campa picca
    • Spazio nutrizione
    • FOTOGRAFANDO
  • LE VOSTRE SEGNALAZIONI

Copyright 2021 © STM Company Srls Tutti i diritti sono riservati | Siracusatimes.it Testata Giornalistica online reg. al Tribunale di Siracusa n. 07/14
Direttore responsabile: Alessia Zeferino | STM Company Srls P.Iva 01839660899 | Per la pubblicità: commerciale@siracusatimes.it