Prima udienza, questa mattina presso il tribunale di Siracusa, a carico di Marcus Pota per il reato di stalking nei confronti di Mirella Abela, la madre di Valeria Pandolfo morta all’interno dell’abitazione dell’uomo, a Prata Sannita, il 17 marzo 2021.
Mentre la morte della Pandolfo sembra per la giustizia, allo stato attuale, un caso archiviato la vicenda giudiziaria prosegue a Siracusa in merito alle azioni di stalking messe in atto da Pota nei confronti di mamma Mirella.
Una storia quella di Mirella che ha scosso la città di Siracusa e non solo.
Udienza flash, quella di questa mattina, che ė stata rinviata al 6 maggio giorno in cui la Abela deporrà davanti al giudice come testimone dei fatti che l’hanno vista coinvolta in prima persona.
Assente Marcus Pota che a quanto pare avrebbe inviato una pec al giudice chiedendo, paradossalmente, di risultare irreperibile.
Una storia quella di Mirella che seguiamo dal primo giorno e che nonostante il rinvio a giudizio per l’uomo ha visto l’integrazione di quarantadue querele (per reiterazioni del reato e per nuovi fatti, ndr) per Pota che, come dichiarato dalla Abela, continua a mettere in atto azioni persecutorie sia nei suoi confronti sia in quelli della sua famiglia.
Si tornerà in aula lunedì 6 maggio con la storia di una mamma coraggio che sta lottando sia per lei sia per conoscere la verità sulla morte di sua figlia Valeria. Una morte, quella della giovane mamma aretusea, che risulta ancora secondo la famiglia avvolta da incertezze.


