Che la morte di Valeria Pandolfo sia ancora avvolta dal mistero è una certezza, soprattutto per la famiglia della 40enne siracusana morta all’interno dell’abitazione del convivente in quel di Prata Sannita.
Nonostante la richiesta di archiviazione delle indagini, formulata dal precedente pm che a quanto pare non ha ritenuto di avere sufficienti elementi per ottenere l’accusa di giudizio, la famiglia della Pandolfo è pronta a fare opposizione.
Il caso di Valeria, donna fragile, che ha trovato rifugio nelle amicizie sul web fidandosi di chi non conosceva bene, anzi affatto, è tornato ad essere trattato nella trasmissione condotta da Federica Sciarelli “Chi l’ha visto?” in onda lo scorso mercoledì.
Come risaputo, a carico dell’ex convivente di Valeria, Marcus Pota, (presente al momento del decesso della donna, n.d.r.) è in atto un procedimento penale per stalking nei confronti della madre della 40enne aretusea, Mirella Albela. Procedimento che vedrà la stessa mamma Mirella ascoltata in aula presso il tribunale di Siracusa il prossimo 6 maggio.
Mamma Mirella ha gli occhi di una leonessa che vuole e deve lottare per la verità sulla morte di una figlia che tanto amava, anche se a tratti la sua voce si spezza, come strozzata da quel dolore insopportabile con il quale convive quotidianamente.
Lotta Mirella. Lotta contro il “demone” che la perseguita quando la trasmissione su Rai 3 mostra lo screenshot di una chat whatsapp nel quale l’ex convivente di Valeria asserisce di aver ucciso lui la donna, con del veleno per topi e di averlo fatto per puro sfizio.
Lotta Mirella quando chiede, silenziosamente, senza fare troppo rumore, soltanto più attenzione in città per quanto di terribile si è abbattuto sulla sua vita.
Perché Valeria, alla resa dei conti, era una donna fragile come altre mille donne fragili. Una donna innamorata dell’amore e della vita. Una donna che in molti conoscevano. Una donna che viveva di sogni, forse anche infantili. Una donna che meritava di vivere come mille altre donne. Una donna che era mamma. Una donna che, benché morta, urla giustizia grazie alla voce della sua famiglia.
Marcus, in una vecchia intervista rilasciata alla nota trasmissione tv, arranca quando sostiene che la videochiamata da lui effettuata ad amici virtuali nella quale mostrava Valeria morta sul letto sarebbe stata una volontà della donna.
(Su questo punto, se fosse possibile, vorremmo domandare a Marcus, stando alla sua versione, se Valeria aveva previsto di poter morire al punto da chiedergli di mostrare, nell’eventualità, il suo corpo e perché).
Arranca, Marcus, quando nega ma poi conferma che la voce di supporto ad un filmato pornografico non era la sua.
A sorpresa spunta la testimonianza di una donna, dapprima spaventata dalle possibili ritorsioni di Marcus. Una donna che ai microfoni di “Chi l’ha visto?” ha narrato, mettendoci la faccia, i timori di Valeria e la sua voglia di tornare a casa perché si era accorta di avere accanto un uomo violento.
Continueremo ancora a raccontarvi di questa storia, come abbiamo fatto per primi – godendo della fiducia di Mirella – fin dal primo giorno. Continueremo a supportare la famiglia di Valeria. Continueremo anche noi a spingere e indagare affinché emerga la verità, qualunque essa sia.
Lo faremo per Valeria, donna come mille altre donne che non devono e non meritano di essere dimenticate.


