Canicattini Bagni. Il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, ex Sindaco di Canicattini Bagni, e attuale Presidente del Consiglio Comunale, nonché Presidente dell’Agenzia di Sviluppo degli Iblei, da iscritto e militante del Partito Democratico, prova a lanciare un segnale per la ripresa e il rilancio del partito in provincia di Siracusa, partendo dalla recente decisione del Sindaco Giancarlo Garozzo di ritirare la sua candidatura in vista delle elezioni amministrative di giugno. «Un gesto – a detta di Paolo Amenta – responsabile che deve portare il PD ad affrontare unito la competizione elettorale e la fase congressuale che l’attende. Un gesto nobile, di grande responsabilità e maturità politica, quello del Sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, di ritirare la sua ricandidatura alla guida della città per le amministrative di giugno, mettendo, nel contempo, con altrettanto senso del dovere, a disposizione del centrosinistra la sua esperienza».
«Un passo indietro – spiega Paolo Amenta – che può sembrare un indebolimento ma che, al contrario, rappresenta un balzo in avanti per il Partito Democratico di Siracusa e dell’intera provincia, in un momento non certo sereno della sua vita, dopo le ultime sconfitte elettorali che hanno ulteriormente aperto un travaglio interno al gruppo dirigente e ai militanti tutti, a livello nazionale, regionale e locale».
«La decisione di Garozzo – aggiunge l’ex sindaco di Canicattini Bagni – determinata e dolorosa, in particolare dopo il lavoro svolto per migliorare la città e gli attacchi subiti da quel “Sistema Siracusa” finito nel mirino della Procura, deve aprire nel PD quel percorso di unitarietà a lungo rivendicato e dal quale ripartire per ricompattare le proprie fila e arginare l’avanzata delle forze del centrodestra e del M5S a Siracusa, come avvenuto in questi ultimi mesi».
«Una scelta coraggiosa e di spessore – ribadisce con fermezza Paolo Amenta – non ci sono dubbi, che rispetto alle polemiche di questi giorni sulle “troppe” candidature del centrosinistra, offre al PD siracusano le basi per una ripartenza, per ricompattare il gruppo dirigente e tutto il partito, ridando fiducia ai militanti e agli elettori. A quest’ultimi, infatti, bisogna dare risposte certe e la speranza di un Partito Democratico che non si dissolverà nei suoi mille problemi ma, al contrario, da questi, dalle cadute, troverà il coraggio di rialzarsi, rinascere e rinnovarsi, avendo ancora tanto da dare e da dire nel panorama politico nazionale, europeo, regionale e provinciale.
Certo, nessuno può nascondere il fatto, volendo ripartire da casa nostra, che il PD in provincia di
Siracusa, sembra più, ma questo ormai da tempo, una nave senza nocchiero, in balia delle diverse condizioni del mare, ultimamente quasi sempre in burrasca».
«Non ci consola il quadro a livello regionale – aggiunge Paolo Amenta – dove il gruppo dirigente, la sua segretaria, come a Siracusa, e lo dico con amarezza e rammarico, più che rappresentare un obbligo statutario sulla carta altro non sono riusciti a fare, tra disattenzioni generali e scontri tra le varie “anime”(qualcuno le chiamerebbe “correnti”), che ne hanno distolto l’attenzione dai veri obiettivi, che erano e restano quelli di dare risposte e soluzioni ai problemi dei cittadini, ad iniziare dal lavoro che manca, dal dare un futuro alle giovani generazioni, combattere la povertà e l’illegalità. Senza dimenticare, nel contempo, di accrescere i consensi attorno ad un partito che ha radici profonde nel tessuto sociale e politico, e che nel rispetto del suo stesso essere, deve rappresentare fasce sempre più ampie di società, incominciando dalle fasce più deboli, che devono potersi riconoscere nei valori democratici e solidali di quella sinistra italiana di cui il PD deve essere ancora custode».
«Innegabile che alla vigilia delle Amministrative nel Comune capoluogo di Siracusa e in importanti altre città della provincia – continua Amenta – si sono evidenziate sempre più le spaccature e le “diversità” interne nel partito e nel suo gruppo dirigente, mettendo in luce, più di ogni cosa, l’assenza di coesione e, cosa ancora più grave, unitarietà negli obiettivi progettuali.
Addirittura si arriva all’assurdo, nella formazione delle liste, nei centri dove non vige il
maggioritario, nel siracusano così come in tutta la Sicilia, che si fa a gara per non utilizzare il
simbolo del PD, quasi a vergognarsene».
«In questi ultimi anni, gli scontri interni tra le correnti a Siracusa, e di riflesso per caduta in tutto il
territorio provinciale – afferma Paolo Amenta – al fine di chi sa quali conquiste che non siano l’interesse collettivo, ci hannoconsegnato un partito frazionato, distratto da queste “sfide”, arroccato nei singoli isolotti o nei palazzi, spesso “inerme e silenzioso” sulle vicende di interesse pubblico come quelle apertasi a Siracusa, Noto o a Pachino, che invece necessitano di chiarezza, nel rispetto dei cittadini, degli elettori, e degli stessi amministratori del partito o delle coalizioni dove il PD è partecipe. Un partito che, seppur nella diversità dialettica delle sue anime, anziché confrontarsi, scontrarsi, arricchirsi al suo interno, facendo comunque sempre “sintesi” alla fine, si è presentato e continua a presentarsi come una sorta di coalizione (a volte neanche questa) di “singolarità autonome”, dove ognuno, in piena autonomia, appunto, decide la linea politica. Una parte per il tutto, cheanziché diventare “pluralità” nelle azioni e nella politica da portare nel territorio, si trasforma in “personalismi” da spacciare per l’intero PD».
«È evidente che mille rivoli che non confluiscono nello stesso fiume – aggiunge ancora Amenta – alla fine rischiano di prosciugarlo e decretarne la morte.
Questo è accaduto con le candidature a Sindaco a Siracusa, sottovalutando quel ruolo di centralità di tutto il territorio provinciale che il Comune capoluogo ha e deve continuare a svolgere. Si sta riducendo ad una bega di condominio, tutta racchiusa alla città, una questione politica che riveste un interesse molto più ampio, proprio per il ruolo di centralità e di motrice che Siracusa, straordinaria e millenaria città d’arte e di storia, riveste per l’intero territorio, in particolare per l’entroterra, che su questo legame e prospettiva di crescita economica reciproca ha costruito la propria progettualità di sviluppo. Non si riesce a fare lo sforzo di guardare oltre, al futuro. Un partito, e non può essere il PD, che ha una così piccola visione, in un quadro politico che attenzioni si le questioni locali ma le collega e le inquadra in un contesto più ampio, nazionale ed anche europeista, certamente non avrà prospettive di crescita».
«Bisogna allora uscire fuori dalle “logiche correntizie”, o peggio ancora “personalistiche” – propone Paolo Amenta – per ridare linfa nuova e vitale ad un Partito Democratico che, ripartendo proprio dalle sue sconfitte, senza timori o vergogne, facendone tesoro, sappia riprendere il filo che lo collegava al territorio, ai cittadini, al mondo delle imprese, ai giovani, alle fasce sociali più deboli, a quegli interessi diffusi e collettivi, che sono alla base per la costruzione di azioni politiche ed amministrative che portino alla crescita e a migliorare la qualità della vita delle proprie comunità».
«Le elezioni Amministrative di Giugno – sostiene Paolo Amenta – possono rappresentare una grande opportunità verso questo percorso, da completare con la fase congressuale per dare al PD un nuovo gruppo dirigente coeso, plurale, che sappia confrontarsi al suo interno e sappia parlare con il territorio, ma, soprattutto, sappia essere unitario e fare sintesi.
Se questo è il percorso, ad iniziare da Siracusa, il PD dia prova di unità e di sintesi nell’interesse
della città e dell’intero territorio provinciale, facendosi carico di guidare il centrosinistra alla
vittoria con un candidato a Sindaco che sia unitario, condiviso e rappresentativo di questo
processo di cambiamento, mettendo in campo una lista con il simbolo del Partito Democratico con le sue forze migliori, donne e uomini di grande capacità, ad iniziare dagli ex parlamentari che devono continuare ad essere in prima fila in questa difficile fase.
E questa è anche un difficile momento, dal punto di vista finanziario, per gli Enti Locali, che stanno vivendo sulla propria pelle le scelte ed i tagli imposti a livelli nazionale e regionale (il Federalismo Fiscale in un territorio disagiato come quello siciliano, senza lavoro, con scarsa produzione di reddito, e scarsa capacità di riscossione, non porta risorse nelle casse dei Comuni), con grande difficoltà nel garantire i servizi essenziali, per cui c’è il bisogno di avere il sostegno di tutti e di fare squadra».
«Serve che tutti insieme si salvi – conclude Paolo Amenta – altresì, il patrimonio e il ruolo di un Ente intermedio come l’ex Provincia regionale, oggi Libero Consorzio dei Comuni, necessario per la gestione di importanti servizi come il sistema idrico integrato e quello dei rifiuti, l’assistenza alla disabilità, la cura e la manutenzione della viabilità e dell’edilizia scolastica, senza dimenticare il suo compito di cabina di regia per il coordinamento della programmazione europea 2014-2020 e dei fondi strutturali, che rappresentano una grande opportunità per Siracusa come per il resto del territorio, e che se sfruttati in modo adeguato e funzionale nei vari settori produttivi, ad iniziare da quello culturale, delle innovazioni, delle infrastrutture, del turismo e della sostenibilità, potranno dare un contributo non indifferente al rilancio dello sviluppo, obiettivo primario del partito».

