News Siracusa: sette delegati siracusani al Congresso nazionale della Uil a Roma, ognuno con la propria idea, ma con l’intento comune: quello di un sindacato unitario, più forte e determinato nel sostegno ai lavoratori alla luce dell’elezione di un siciliano vero, Carmelo Barbagallo, ai vertici nazionali della Uil. Lo ha sottolineato il segretario territoriale Stefano Munafo’ durante i suoi interventi, lo aveva fatto Andrea Bottaro nel giorno della sua elezione all’ufficio di presidenza della Uil e lo hanno ribadito gli altri delegati al Congresso.
A cominciare da Emanuele Sorrentino della Uilcem: <<Troppo spesso lamentiamo questo scarsa sensibilità del sindacato, noi se vogliamo essere una forza da questo punto di vista, non possiamo dire cosa vogliono fare gli altri ma quello che faremmo noi. Noi partiamo dal valorizzare il delegato e gli Rsu e di cio che ha bisogno veramente la gente. Un siciliano ai vertici? Miglior scelta non poteva esserci per affrontare le questioni di casa nostra, Barbagallo è l’unico che conosce i problemi della nostra terra e solo lui può dare un contributo importante>>. Gli ha fatto eco il collega Salvatore Gibilisco: <<Lo slogan del congresso “voglia di riscatto”, credo dica tutto. Siamo rimasti nell’angolino per un decennio e Barbagallo ha gli strumenti per ridare orgoglio, riscatto e senso di appartenenza a questa organizzazione>>.
Gesualda Altamore della Flp ha rivendicato il diritto al lavoro: <<Perché per il ruolo che ricopro non posso che parlare del pubblico impiego, il nostro ruolo è contrattare e noi rivendichiamo questo, il Governo ci deve ascoltare. Chiediamo posti di lavoro negli enti locali perché ho il dovere di lavorare e il mio datore di lavoro mi deve mettere nelle condizioni possibili per lavorare>>.
<<Quello che ancora non ha capito il Governo – ha aggiunto Severina Corallo di Feneal – è che non serve cementificare, noi abbiamo bisogno del recupero del territorio, dei centri storici, di investimenti sulle ferrovie per la Sicilia visto che con le autostrade si riesce a fare ben poco. Insomma, servono investimenti privati>>.
Sergio Adamo della Uil pensionati ha invece esteso il concetto espresso dal segretario uscente Luigi Angeletti e cioè quello <<di una politica liquida sui recipienti che la contengono, perché sinora non si sono affrontati realmente i problemi dei cittadini, il Governo pensa ad attaccare il sindacato tagliando i finanziamenti ai patronati perché si vuole tagliare il filo che il sindacato ha con i lavoratori. Ma così si penalizzano soprattutto i lavoratori perché loro hanno bisogno del sindacato>>.


