Siracusa. Prevenzione, abbattimento delle liste di attesa e vaccini. Tre punti fondamentali quelli promossi nel programma del Partito Democratico e trattati negli ultimi giorni da Maria Alessandra Furnari, candidata al Senato nel collegio uninominale Siracusa-Ragusa con la coalizione di centrosinistra (Partito Democratico, Civica Popolare e +Europa, Insieme) e nel plurinominale col Partito Democratico nel collegio Sicilia orientale.
Un tema già affrontato domenica scorsa, in occasione della presentazione ufficiale della candidatura (leggi qui), ma su cui la Furnari è voluta tornare per approfondire il concetto. “Nel nostro programma – dichiara la Furnari – c’è una parte relativa soprattutto alla prevenzione e alla conseguente riduzione dei costi, prendendo comunque atto che negli ultimi anni è stato potenziato l’impegno di spesa nel campo sanitario”.
Secondo le stime del Pd, il bilancio complessivo della sanità italiana con il governo di Centrosinistra è salito da 109 a 113 miliardi di euro. “Dopo 15 anni – spiega Maria Alessandra Furnari – sono stati finalmente aggiornati i Livelli Essenziali di Assistenza erogati dal Sistema sanitario Nazionale. I Lea, Livelli Essenziali di Assistenza, sono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce a tutti i cittadini gratuitamente oppure dietro pagamento del ticket, e ridefiniscono il numero e il tipo delle prestazioni sanitarie di cui potranno usufruire tutti i cittadini”.
“Nel programma che è stato messo in campo – prosegue la Furnari – si vuole porre grande attenzione sulla prevenzione, così da ridurre i costi abbattendo le ospedalizzazioni e le liste d’attesa, in maniera tale che chiunque abbia bisogno di una visita non debba attendere tempi biblici affinché ciò accada. Somme che potrebbero essere spese per migliorare tecnologicamente, con nuovi macchinari i nostri ospedali. Il tutto a corollario di quanto già fatto, non ultima la legge sui vaccini, tanto criticata dai nostri avversari politici. Una legge presa da esempio anche in Francia ma soprattutto una legge necessaria in un Paese come il nostro, quinto al mondo per numero di casi di morbillo clinicamente confermati: oltre 4204 casi confermati secondo i conteggi dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Peggio di noi – conclude la candidata al Senato – solo India, Nigeria, Pakistan e Cina, e consideriamo che l’Italia ha una popolazione molto minore rispetto a questi Paesi”.

