Era solo un ragazzino Renzo Formosa quando il suo cuore ha smesso di battere quel 22 aprile del 2017. Aveva 16 anni ed il mondo ancora da “divorare” proprio come tutti i giovani della sua età. 16 anni e tanti sogni nel cassetto che avrebbe voluto si avverassero con il trascorre degli anni.
Renzo, però, ha smesso di sorridere dopo un lungo giorno di lenta agonia. Era il 21 aprile, infatti, quando appena uscito da scuola viaggiava a bordo del suo scooter. Stava tornando a casa il giovane Renzo, affiancato da due coetanei, quando in prossimità di una curva in via Canizzo è stato travolto, secondo le prime ricostruzioni, da un’autovettura guidata da un 23enne che viaggiava in direzione opposta.
L’udienza preliminare, che doveva avere luogo lo scorso 13 febbraio, è slittata ad oggi per indisponibilità del giudice Andrea Migneco. Regolarizzate, però, tutte le notifiche di comparizione, incluse le 6 parti civili ovvero i genitori degli altre tre ragazzi coinvolti nel sinistro che costò la vita a Renzo Formosa.
Una mancata notifica odierna, purtroppo, ha ulteriormente fatto slittare la data rinviandola al 27 marzo.
C’è, infatti, da regolarizzare una importante notifica: il decreto di comparizione all’imputato, che investì il giovane Formosa, che oggi non era in aula.
Il 23enne è accusato di omicidio stradale aggravato e lesioni.
Mamma Lucia e papà Giulio, intanto, non trattengono il proprio dolore e “scortati” da tantissimi amici di Renzo affrontano giorno dopo giorno la morte del loro primogenito affidando quanto di più tragico avvenuto alla giustizia.
Anche oggi, infatti, una lenta “processione” di amici di Renzo ha accompagnato mamma Lucia e papà Giulio in questo lungo e duro percorso giuridico che dovrebbe fare luce sulla tragica morte del 16enne.
Mamma Lucia intanto continua a ripetere: <è tutto un incubo, tutto un terribile incubo. Vorrei solo per stringere mio figlio tra le braccia e nutrirmi ancora del suo affetto>.
