News. Sport e disabilità: inclusione possibile. Una “mission” condivisa da tante associazioni sportive del territorio aretuseo e che hanno deciso di raccontarla agli studenti dell’Ottavo Istituto Comprensivo “Elio Vittorni”, attraverso le loro esperienze dirette con ragazzi disabili.
Affrontare il tema della diversità è per la scuola siracusana, un momento fondamentale nella crescita dei loro studenti, e anche quest’anno docenti e responsabili hanno deciso di organizzare un incontro (rivolto agli alunni della scuola infanzia e delle scuola media) per conoscere realmente il mondo dei disabili e loro straordinarie capacità nello sport, come nella vita di tutti i giorni.
Non solo studio ma anche pratica nella sala biblioteca del Comprensivo “Elio Vittorini”. Quella pratica che conoscono molto bene le due operatori della TMA Group. Roberta Spatola, psicologa e Giorgia Giuliano, neruopsicomotricista, entrambe lavorano all’interno dell’equipe multidisciplinare nella Terapia Multisistemica in acqua, metodo Caputo Ippolito. <<L’acqua come attivatore sensoriale, per stabilire delle relazioni altamente significative – spiegano le due dottoresse agli studenti– . Ha della fasi, valutativa, emotivo relazione, per arrivare a quella senso natatoria e sviluppare in ultimo quella di integrazione sociale. L’obiettivo primario è quello di stabilire delle relazione e fare in modo che questi bambini sviluppino delle competenze e abilità>>.
Una dimostrazione reale dei grandi benefici di questo metodo rivolto ai ragazzi “speciali” è possibile grazie all’evento dell'”Abbracciata collettiva”. <<Trenta ore di nuoto ininterrotto, tuffarsi in piscina insieme ai ragazzi che praticano TMA. L’obiettivo – come hanno sottolineato le due operatrici – è quello di avvicinare le persone al tema disabilità. I metri, chilometri che verranno percorsi in questa maratona rappresentano simbolicamente la distanza (che si accorcia) dalla disabilità>> . Il progetto dell'”Abbracciata Collettiva” (24 e 25 marzo alla piscina del Club Pegaso) coinvolgerà anche la scuola siracusana, allo scopo di far conoscere agli studenti, la realtà della disabilità intellettiva, dando la possibilità di entrare in contatto con i coetanei diversamente abili che vivono una vita molto differente dalla loro.
<<Lo sport significa integrazione, acquisizione di abilità e capacità di autonomia. La scuola rappresenta l’ambiente più adatto per dimostrare ai ragazzi, che la presenza dei ragazzi disabili, presenti anche nelle loro classi, è una risorsa – ha dichiarato Antonio Esposito, il presidente di “Progetto Filippide” che si occupa della pratica sportiva in favore dei ragazzi con autismo -. La nostra attività è la prova concreta di quella lo sport riesce ad ottenere, come in tutti gli ambiti sociale anche nella disabilità. Ragazzi con grandi disabilità non solo fisica ma intellettiva, riescono a raggiungere importanti traguardi nello sport. Attraverso il “progetto Filippide” i ragazzi possono svolgere ogni tipo di attività sportiva come corsa, vela, canoa, calcio e karate. Tutte discipline che i nostri ragazzi svolgono dimostrando grandi capacità, più di una conquista>>.
«Lo sport è integrazione, qualcosa che unisce – ha detto il maestro Roberto Dell’Aquila – io vorrei portare la mia esperienza per quanto riguarda i bambini, non parlo di bambini diversabili perché per me i bambini sono tutti uguali, dico questo perché nel mio sport per poterlo praticare occorre indossare una tuta particolare. Ebbene io seguo i bambini negli spogliatoi. Vi posso dire che qualsiasi bambino la prima volta che vede la tuta diventa per lui universale perché non sa come indossarlo, non sa come legare i pantaloni, quindi partendo da questo punto vi dico che quando fate errori tecnici, per esperienza personale, mi riporta a diventare un diversabile anche io perché solo così possiamo andare avanti con l’attività e l’integrazione. Per noi tecnici è importante entrare nella diversabilità di chi abbiamo vicino. Per quanto riguarda l’integrazione è importante che i bambini socializzino molto in gruppo perché questo ci permette affiancando ad ogni bambino un altro un pò più fortunato otteniamo dei risultati ottimi perché facendo capire ai bambini un pò più fortunati che bisogna aiutarsi a vicenda sono arrivato a portare dei bambini non vedenti a farsi la doccia da soli, a cambiarsi da soli perché già la prima, la seconda, la terza volta si sono già integrati. Una cosa un pò diversa è con i bambini audiolesi perché la loro patologia sono sempre un pò nervosi e quindi accoppiandoli con altri bambini, aiutandoli capiscono che non tutti alle loro spalle dicono altre cose perché purtroppo non sentendo, qualsiasi rumore percepiscono sembra che qualcuno ce l’abbia con loro, ma non è così perché una volta integrati si adeguano anche agli altri bambini. Sempre per la mia esperienza, da oltre vent’anni, bisogna entrare nella patologia di chi abbiamo davanti a noi perché solo così possono capire i piccolini come integrarsi. Torno a dire che per me i bambini diversabili non esistono. La diversabilità cerco un pochettino di superarla inserendoli con gli altri»
Per includere, ci pensa anche il baskin. E’ uno sport ispirato alla pallacanestro che permette a normodotati e diversamente abili di giocare nella stessa squadra. Ad ognuno è assegnato un ruolo specifico in base alle proprie abilità, dando così un contributo fondamentale al gruppo. Come ha spiegato agli studenti della scuola “Vittorini”,il giocatore di basket siracusano Giuseppe Bonaiuto, nonchè un allenatore volontario per “Diversamente Uguali Onlus Siracusa”. <<Vogliamo formare una squadra qui a Siracusa, e poter giocare un campionato. Insieme si possono fare tante cose, non il singola ma uno sport di squadra in modo da poter socializzare e superare ogni limite. Giuseppe Bonaiuto che del basket ne ha fatto una ragione di vita, lasciando la Sicilia all’età di 15 anni per giocare in giro per l’Italia, ha dato la sua massima disponibilità nell’investire il suo sapere e la sua passione in questo progetto.
<<A Siracusa mancava una realtà di baskin per spazio e per disponibilità di allenatori volontari – come sottolinea la referente per “Diversamente Abili Onlus Siracusa”, Lisa Rubino -. Già l’associazione diversamente uguali più volte si era fatta promotrice. Quest’anno ci siamo riusciti e gli allenamenti nonostante le difficoltà, continuano grazie all’entusiamo dei bambini>>.
E dopo lo studio, arriva anche la pratica. A termine della giornata di ieri, infatti, nella palestra dell’Istituto Comprensivo, si è svolta una dimostrazione pratica di baskin. Bambini normodotati e bambini disabili, sono scesi in campo, insieme, ognuno con il proprio ruolo. Si mette così in discussione la rigida struttura degli sport ufficiali e questa proposta, effettuata nella scuola “Vittorini”, diventa un laboratorio di società.
Ciascuna squadra attacca e difende su due canestri: uno sul lato lungo del campo e uno laterale, a metà campo. Vince chi fa più punti, come nel basket. Oggi però hanno vinto lo sport e l’inclusione.




