
Siracusa. «Il caso di Emanuele Scieri è un caso che vi farà sicuramente arrabbiare come ha fatto arrabbiare a noi», ha esordito così ieri sera Federica Sciarelli, conduttrice del programma “Chi l’ha visto?”.
Dopo la relazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sono state riaperte le indagini sulla morte del parà Emanele Scieri, un giovane ragazzo promettente, laureatosi all’età di 26 anni in Giurisprudenza perché il suo sogno era quello di fare l’avvocato. Ma all’epoca e precisamente nel 1999 quando lui è partito per il militare, il servizio di leva era obbligatorio. Pertanto terminati gli studi, Emanuele si presenta per il servizio militare e viene preso nel corpo della Folgore.
La conduttrice di “Chi l’ha visto?” ha lanciato un appello a coloro che come Emanuele prestavano servizio di leva nella caserma pisana “Gamerra”. Proprio a loro si rivolge per capire se qualcuno di loro avesse visto o sentito dei “trattamenti” ai quali venivano sottoposte le reclute.
Il 13 agosto del 1999 di Emanuele Scieri si perdono definitivamente le tracce, dopo un’ultima chiamata fatta alla madre in Piazza dei Miracoli sotto la torre di Pisa, in caserma lui sembra non essere mai rientrato.
Ma il 16 agosto del 1999, dopo che Emanuele non rispondeva alle telefonate dei genitori fatte nei giorni precedenti, ecco arrivare davanti la loro porta i carabinieri che danno la notizia della morte del figlio. Quello stesso giorno alle due del pomeriggio a quattro militari dello stesso battaglione viene ordinato di pulire una zona che contiene materiali in disuso, precisamente dove è situato il magazzino di Casermaggio. Lì nei pressi di una scala metallica i militari hanno ritrovato il corpo senza vita del loro commilitone Emanuele Scieri.
Prima l’ipotesi del suicido, subito dopo accantonata poi quella di una caduta accidentale dalla scala, ma come confermerà il medico legale di fiducia della famiglia di Emanele, il dottor Francesco Coco, il giovane parà è morto per dissanguamento provocato da una ferita alla testa.
«Abbiamo secretato moltissime audizioni- ha dichiarato ieri sera ai microfoni di “Chi l’ha visto?” Sofia Amoddio, Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta – abbiamo individuato un filone di responsabilità ma adesso è la Procura Repubblica e solo la Procura che può continuare questo arduo lavoro. Emanuele Scieri è stato ucciso».
«Emanuele Scieri quando è caduto dalla scala era vivo – ha continato Sofia Amoddio – non è stato soccorso, è stato lasciato lì. Emanuele Scieri insieme a Viberti si erano fermati nei pressi delle torretta dove poi è stato trovato morto. Lì è stato trovato con ferite alle nocche delle dita, al polpaccio e ai piedi, ferite gravi che sono incompatibili con la caduta. Quindi è molto seria l’ipotesi che Emanuele Scieri sia stato malmenato prima di salire sulla scala».
Secondo la versione fornita invece dall’ex comandante della Folgore Enrico Celentano, autore dello “Zibaldone” inviato ai suoi sottoposti come regalo di natale dove erano contenuti atti ed esempi di nonnismo, Emanuele Scieri appena rientrato in caserma dopo la visita dalla Torre di Pisa, decide di fare della ginnastica nella scala esterna della torre di prosciugamento dei paracadute perché ha la pancia ed è invidioso del ventre piatto dei parà più giovani.
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