Il 16 maggio prossimo il plenum del Csm si pronuncerà sulla richiesta della Prima Commissione di trasferire d’ufficio per incompatibilità ambientale il procuratore Francesco Paolo Giordano.
La notizia giunge da un articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia”:
Una proposta fondata soprattutto sulla «irrimediabile frattura del rapporto fiduciario» che si sarebbe determinato tra lui e i suoi sostituti, gli stessi che due anni fa mandarono un esposto al Csm, al ministro della Giustizia, al Pg della Cassazione e alla procura di Messina, da cui è poi scaturita l’inchiesta che il 6 febbraio scorso ha portato all’arresto di Longo (ora ai domiciliari) e di altre 14 persone.
Quando gli aprì la procedura di trasferimento d’ufficio, la Commissione contestò a Giordano di aver minimizzato le anomalie nell’operato professionale di Longo e di altri colleghi che i firmatari dell’esposto gli avevano segnalato e di aver disincentivato se non ostacolato la formalizzazione di quei rilievi.
Un giudizio che viene nella sostanza confermato all’esito dell’istruttoria compiuta, nonostante il procuratore abbia rivendicato di aver lui stesso assunto iniziative nei confronti di Longo […]
E lo stesso successivo arresto di Longo ha «amplificato il discredito dell’ufficio di Procura e la percezione, nell’ambiente cittadino e giudiziario, dell’inadeguata indipendenza e imparzialità di esso[…]
Di qui la necessità di trasferire Giordano, anche per «restituire serenità e credibilità» alla procura di Siracusa.


