
News Siracusa: il Fondatore del Museo del Papiro, Corrado Basile, di recente espressosi sulla situazione attuale del fiume Ciane richiedendone la salvaguardia della memoria storica (leggi qui), torna sulla questione mostrandosi quasi amareggiato dopo alcune affermazioni sul degrado dell’ambiente fluviale espresse da esponenti storici di associazioni ambientaliste.
“Sono deluso da alcune affermazioni di un’associazione che vanta “fu il ricercatore K. Thompson, venuto dalla Nuova Zelanda su nostro invito, a chiarirci le cause del deperimento del papiro dovuto alla scopertura delle radici per l’incontrollato prelievo delle acque nelle varie stagioni”. Mi fa molto piacere che sia stato ricordato l’intervento del biologo Keith Thompson, che conosco da lungo tempo, ma resto sorpreso da questa affermazione che offre una versione difforme dai fatti reali documentati”.
“Già nel 1971 condividevo con Thompson, docente presso la Makerere University di Kampala (Uganda), un progetto di scambio di dati; nell’ambito del progetto rilevavo misure biometriche della Cyperus papyrus L. del Ciane per confrontarle con quelle dei papiri africani. Nel luglio del 1974, durante un sopralluogo, notai, a circa metà corso del fiume, che i rizomi delle piante che abitualmente vivevano immerse in acqua restavano, in determinate ore della giornata, fuori dall’acqua. Esclusi subito come causa il taglio della vegetazione sommersa, in quanto ciò non avrebbe potuto causare un abbassamento ed un innalzamento giornaliero del pelo libero dell’acqua, ed esclusi anche un’utilizzazione intensa dei pozzi nella campagna circostante”.
“Poco tempo dopo, la colonia di Cyperus papyrus L. incominciò a presentare un grave stato di sofferenza, dovuto a stress idrico. Informai di ciò Thompson, il quale espresse il desiderio di venire a Siracusa per esaminare le piante ma non poteva sostenere le spese di viaggio dalla Nuova Zelanda. Già nel 1975, inviai campioni di piante al Commonwealth Mycological Institute di Kew per l’esecuzione di analisi, condotte a mie spese, che accertarono la presenza di funghi ma che risultò essere una causa secondaria dell’indebolimento e della morte dei papiri. Altre analisi le feci eseguire presso le Università di Catania e di Palermo”.
“Conclusi che le cause del deperimento dei papiri del Ciane erano da ricercarsi nelle modificazioni di livello delle acque del fiume, in particolare: a) variazioni prodotte dall’esercizio sia dell’impianto di sollevamento e presa delle acque sia delle paratoie che sbarrano il corso del fiume; b) variazioni graduali nell’arco dell’anno, dovute alla variabilità della portata delle sorgenti; c) abbassamenti dovuti al taglio della vegetazione dell’alveo. Con causa – non meno grave – che concorreva ad aggravare il deperimento era l’alta concentrazione salina riscontrata in certi periodi nelle acque, derivante anche dall’andamento pluviometrico”.
“Tutte cause che avevo già individuato e rese note attraverso articoli di stampa e lettere raccomandate inviate sin dal 1979 a vari enti locali, regionali e nazionali, tra i quali anche associazioni ambientaliste. Per di più, attraverso continui sopralluoghi e il monitoraggio delle variazioni di livello dell’acqua dalla sorgente all’invaso, ero pervenuto a determinare non solo le quote di livello del pelo libero dell’acqua in funzione del prelievo d’acqua e dell’apertura e chiusura delle paratoie ma anche le reali quote dell’impianto di sollevamento acque (queste ultime sono state confermate da perizie da me richieste). Avevo individuato le cause del deperimento dei papiri del Ciane e avvertito tutti coloro che a mio avviso potevano porre rimedio al degrado del paesaggio fluviale del Ciane”.
“Poiché avvertivo una certa derisione per il mio impegno, nel 1980 proposi di invitare Keith Thompson e Italia Nostra si offrì di reperire i fondi per il viaggio (con il contributo della Provincia Regionale di Siracusa). In proposito, basta leggere i ringraziamenti fatti da Thompson nel suo rapporto preliminare: “Corrado Basile mi ha dato consigli, aiuto ed ha dedicato una gran parte del suo tempo alle mie indagini. Egli mi ha anche messo a disposizione la sua documentazione e il suo ufficio, e mi ha fornito un mezzo di trasporto. Senza il suo generoso aiuto, la pazienza e l’amicizia dimostratami dalla sua famiglia, questo rapporto non avrebbe mai potuto essere completato”. Keith Thompson, nonostante il limitato tempo a disposizione, ha confermato quello che io sostenevo da anni, di cui molti erano a conoscenza”.
“Ed ancora, mi sembra esagerata la recente affermazione della stessa associazione (leggi qui): “Allora riuscimmo a fermare il degrado!”. In verità, dai primi anni Ottanta il degrado dell’ambiente fluviale del Ciane ha avuto un progressivo peggioramento. Riguardo alla vegetazione a Cyperus papyrus L. non mi risulta che in quel periodo furono messe in atto soluzioni che fermarono il degrado. Il lieve e momentaneo miglioramento dello stato vegetativo del papiro negli anni successivi fu prodotto dalla significativa diminuzione della concentrazione salina dell’acqua e del terreno delle sponde dovuta a fattori climatici e pluviometrici”.
“Come è noto, nel 1984 è stata istituita la Riserva Naturale Orientata Fiume Ciane e Saline di Siracusa, la cui gestione è stata affidata all’ex Provincia Regionale di Siracusa con convenzione stipulata nel 1988, che non ha assolto le sue finalità di salvaguardia e tutela dell’ambiente fluviale del Ciane. Mi preme ricordare che nel 1993 mentre da un lato il Comitato Provinciale Scientifico decideva a maggioranza (ad eccezione di due componenti, di cui un botanico) di non procedere allo sfalcio della vegetazione dell’alveo e delle sponde, dall’altro la Giunta Provinciale, “accertato il diradamento e il deperimento di detta pianta vegetante lungo le sponde del fiume Ciane”, mi affidava l’incarico di consulenza, che svolsi senza alcun onere per l’Ente, per la realizzazione di tutti gli interventi necessari alla cura e alla salvaguardia della pianta di Cyperus papyrus L. compreso – si noti bene – il taglio della vegetazione dell’alveo”.
“In data 7 dicembre 1993 inviai all’Assessore provinciale ai Parchi e Riserve una “Relazione sulle cause che producono effetti negativi sulla vita della Cyperus papyrus L. del Fiume Ciane e indicazione dei primi interventi”, corredata di documentazione fotografica. Va detto che dopo la presentazione della relazione lasciai l’incarico, nonostante le insistenze del Presidente. Se l’Ente gestore avesse seguito le indicazioni da me fornite nel 1993, 1997, 2010 ecc., ma anche quelle del Ministero dei Lavori Pubblici, allora sì che avremmo fermato il degrado del paesaggio fluviale del Ciane!”.
“È stato, inoltre, affermato: “Con infinita amarezza si deve constatare che in effetti siamo proprio rimasti in pochi a difendere queste importanti memorie del nostro passato con interventi che da molti verranno giudicati utopistici”. Anch’io ricordo “con infinita amarezza” quando, “per difendere queste importanti memorie del nostro passato” venivo minacciato (anche per il solo fatto di rilevare misurazioni del livello dell’acqua in area pubblica demaniale) durante i miei sopralluoghi per documentare il prelievo indiscriminato delle acque e sono stato lasciato solo, anche durante i processi che ne sono seguiti”.
“Oggi, leggo che gran parte delle associazioni e della società civile “si sono spese da molti anni” per la tutela dei nostri Beni Culturali ma quale occasione migliore sarebbe stata quella di essere al mio fianco in quelle circostanze, sapendo che io mi battevo, disinteressatamente ed affrontando personalmente le spese per analisi e ricerche, al fine di salvaguardare questo nostro patrimonio?”.
“Dagli anni Settanta ad oggi ho pubblicato diversi studi sull’argomento, ai quali molti attingono, ma non è sottacendo i meriti e l’impegno altrui che si rafforzano i propri”.

