
Siracusa. La firma della convenzione sul “bando periferie” rappresenta per Siracusa un’occasione di sviluppo che va oltre il semplice recupero urbanistico in quanto l’obiettivo principale è quello di estenderlo all’intera collettività.
«Se il tema che sta alla base di questo percorso è quello del “rammendo” delle città – ha dichiarato il Sindaco di Siracusa Garozzo – allora sarà bene mettere in campo uno sforzo affinché esso non si limiti alla riqualificazione di qualche zona degradata, ma riguardi anche i cittadini e si colga questa occasione per iniziare a ricomporre lo spirito della comunità siracusana».
«Quando il grande Renzo Piano iniziò a parlare di “rammendo urbano” – continuano il Sindaco Garozzo e Matteo Renzi segretario nazionale del Partito Democratico – di certo non pensava al solo restauro dei palazzi delle periferie per renderli presentabili – se non belli – come quelli del centro. Non si diventa uno dei più grandi architetti al mondo se si pensa solo in funzione dell’estetica e non si riflette sul significato dei progetti e delle opere in chiave sociale».
«Nella definizione di “rammendo urbano”, come lo stesso Piano ha avuto modo di spiegare – proseguono Garozzo e Renzi – l’aggettivo va interpretato anche nell’accezione di “civile”, e dunque gli interventi non devono essere fine a se stessi ma devono avere anche il compito di riavvicinare la gente, farla sentire parte viva della stessa città e sviluppare il senso della convivenza.
In quest’ottica, lo stesso concetto di periferia cambia significato: non solo quartieri-dormitorio difficili da raggiungere, scarsi di servizi e privi di punti di aggregazione, ma tutti quei luoghi, anche in prossimità del centro, rimasti fuori dai piani di recupero e che tendono a ghettizzare le persone. Rivolgere lo sguardo a queste aree urbane significa concentrarsi sulla parte numericamente più rilevante della popolazione, significa occuparsi di un’umanità varia che vuole vivere meglio e ha bisogno di opportunità per lasciare i margini in cui si sente relegata».
«Il merito del Governo – ha dichiarato il segretario del PD Matteo Renzi – è stato di avere colto la forza dell’impostazione di Renzo Piano e di avere investito una somma senza precedenti, 4 miliardi euro, per la realizzazione di interventi che saranno di rigenerazione urbana e soprattutto sociale. I quasi 18 milioni di euro spettati a Siracusa grazie al “bando periferie” saranno destinati alla soluzione di molte criticità attraverso l’attuazione di un “master plan” formato da 9 progetti. Sono stati studiati dopo avere ascoltato cittadini e stakeholder e, dunque, rispondono ad esigenze concrete, fuori dalla logia delle grandi opere ma pensati per fornire ai residenti motivazioni a restare».
«Saranno interessate cinque macro-aree – concludono Garozzo e Renzi – che abbracciano una vasta porzione di territorio, due a ridosso del centro storico, o che ne sono parte, e due più lontane. Si punterà sulla riqualificazione dell’area compresa tra corso Umberto e la stazione ferroviaria, ricca di attività commerciali e artigianali; sul Porto piccolo e la zona circostante per sfruttarne finalmente le enormi potenzialità; sull’area tra via Piave e piazza Santa Lucia affinché torni a popolarsi come nei passati decenni e torni viva anche dal punto di vista economico; su Grottasanta, in particolare lo spazio che raccoglie le vie Tisia e Pitia in modo che il centro naturale commerciale già esistente possa consolidarsi su basi maggiormente funzionali; sul quartiere Mazzarrona, dotandolo di luoghi di aggregazione e di spazi verdi oltre a un presidio di legalità rappresentato dal comando della Polizia municipale da collocare nell’attuale scuola di via Algeri».
«Il “bando periferie” – terminano Garozzo e Renzi – insomma, è un vero e proprio investimento per il futuro. Un investimento a rischio contenuto, in quanto inciderà positivamente su realtà già esistenti, oltre che bello e appassionante perché rivolto alle persone e alle nuove generazioni. Per più di mezzo secolo è stato consumato suolo per costruire nuovi quartieri rimasti spesso isolati dal contesto urbano; adesso possiamo solo valorizzare l’esistente per assicurare condizioni di vita migliori ai residenti e prospettive positive ai giovani. Per sindaci e amministratori locali le periferie saranno il fulcro dell’azione di governo nei prossimi decenni, il punto da cui partire per costruire le nuove città».


