Inaugurata lo scorso 4 giugno e realizzata con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità della Regione Siciliana, in collaborazione con il Comune di Siracusa e Civita Sicilia e con il patrocinio della Fondazione INDA, l’esposizione Edipo. Lo sguardo in sé curata dal Sovrintendente dell’INDA Antonio Calbi rimarrà visitabile fino al 6 novembre 2022 presso le sale di Palazzo Bellomo.
È un’indagine tragicamente umana quella che si viene invitati a fare, attraversando le sale della Galleria Regionale allestite con le opere di 30 artisti che ruotano allegoricamente sulla figura di Edipo. Re, patricida, figlio e amante della stessa donna, fratello e padre della sua discendenza, abbandonato nel tentativo di scansare un destino avverso e inevitabilmente vittima dello stesso: queste le molteplici maschere, le molteplici identità che coesistono nell’esule di Tebe e che ne rappresentano la stratificazione. Sono questi stessi gli aspetti decomposti e analizzati nel lavoro degli artisti, legati insieme da un filo rosso chiamato destino.

Attraverso il racconto iconologico della figura teatrale dello sventurato Re di Tebe e della sua travagliata ricerca della propria identità, il visitatore si trova inevitabilmente a dover dialogare con sé stesso, mettendo in discussione le proprie certezze. Ed il dialogo avviene pure tra le opere in piena coerenza tra loro e perfettamente incastonate nel rapporto con le opere storiche già presenti al Bellomo, che risultano valorizzate e valorizzanti, in un confronto bilaterale pienamente riuscito. Temi e colori ricorrenti quelli della tragedia, del rosso, del sangue e del mistero in questo voyage all’interno dello splendido palazzo del XII secolo che dà valore anche all’identità aretusea, come nel caso del Tondo Saturnino di Gianfranco Notargiacomo che si confronta con il Martirio di Santa Lucia del Minniti.
Con un lasso temporale che va dal 1917 ad oggi, Calbi ci dona le rappresentazioni che sono state fatte del personaggio di Sofocle, attingendo alle volte ad oggetti di scena presi dalle varie rappresentazioni teatrali tenutesi in Italia, alle volte ad opere commissionate e realizzate ad hoc per questa rassegna, altre volte ancora ad opere che, involontariamente, richiamano al pensiero la tragedia dell’Oedipus Rex.

Presente un parallelismo con l’immagine del Cristo, segnato ad un destino da Re e alla sofferenza. Di rimando, ad esempio, la corona di chiodi nel Le lacrime d’oro di Nicola Toce o il busto che rappresenta la Via Crucis con il Cristo che sembra prestare il volto ad Edipo, accompagnato da Nel profondo del Mitreo di Corrado Bonicatti.
Insomma, Edipo. Lo sguardo in sé convince. Stupisce lo spettatore, gli ricorda il suo perpetuo confronto con il destino, esalta il patimento e l’espiazione, fa riflettere sullo sprofondamento e sulla perdita di sé, in un percorso ciclico che trova fine (o inizio) in una rappresentazione del volto di Edipo Re, di Hermann Nitsch, realizzato attraverso una serigrafia con sangue.

Le opere appartengono ad artisti di fama internazionale come Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Emilio Isgrò, Alfredo Pirri, Gianfranco Notargiacomo e Vettor Pisani, accompagnate da opere di artisti originari di Siracusa ma attivi in altre città, come Michele Ciacciofera (Parigi), Paolo Scirpa (Milano), Giuseppe Pulvirenti (Roma), già affermati, o ancora da noi poco conosciuti come il cipriota Vassilis Vassiliades,opere di Matteo Basilè, Umberto Passeretti, Corrado Bonicatti e Hermann Nitsch, ovvero i quattro artisti coinvolti nelle campagne di comunicazione delle ultime tre stagioni al Teatro Greco organizzate dalla Fondazione INDA. Infine artisti emergenti come Silvia Giambrone, Stefano Ricci, Nicola Toce, Brando Cesarini, e altri legati al territorio come Giovanni Migliara, Stefania Pennacchio, Andrea Chisesi e Alfredo Romano.


