Siracusa. Il Coordinamento Regionale di Art1 Mdp della Sicilia, si è riunito a Enna lo scorso 20 marzo, per valutare il risultato elettorale delle elezioni politiche del 4 marzo e i possibili scenari futuri. Si è trattato di una sconfitta dura e storica per l’intera sinistra italiana. Un risultato così pesante non può che imporre una riflessione approfondita sullo stesso ruolo della sinistra e del fronte progressista in Italia e in Europa.
«Il giudizio dell’elettorato e’ stato talmente devastante da aver bocciato in modo inequivocabile il progetto presentato – ha commentato l’On. Pippo Zappulla – I tempi e le modalità con sui si e’ consumata la scissione del Pd, la stessa gestione politica e organizzativa della campagna elettorale ci ha presentato agli elettori non come la soluzioni ai problemi del Paese , la risposta agli errori e alla degenerazione politica ed etica del Pd ma come una costola del sistema che i cittadini hanno inteso sconfiggere».
«L’analisi sulla crisi del Pd era giusta tant’è che milioni di elettori l’hanno abbandonato ma Leu non è riuscito ad intercettarli: – aggiunge Zappulla – Molti di questi elettori delusi dal Pd hanno ritenuto più radicale e credibile la proposta e le parole d’ordine del M5s e nel nord della stessa Lega. Dentro questo voto c’è una narrazione dell’Italia che cresceva, del mezzogiorno in ripresa, dell’occupazione in aumento mentre invece la gente continuava a soffrire e a vivere un disagio economico e sociale sempre più grave e diffuso. C’e una bocciatura senza appelli per il governo Pd di questi 5 anni».
«Ma ci sono pure i nostri ritardi, le nostre incertezze, l’inseguire generico e dannoso per mesi Pisapia , la lontananza che le nostre politiche hanno segnato con il malcontento diffuso nella società – spiega l’On. Pippo Zappulla – La sinistra riesce a prevalere, infatti, quando interpreta i nuovi bisogni e il disagio, quando riesce ad analizzare e anticipare le dinamiche economiche e sociali avanzando idee e proposte innovative ma credibili. Parlare al cuore, alla testa e alle tasche delle persone: alimentare i sogni per una società migliore e al contempo rispondere alle condizioni materiali delle persone. Così la sinistra e’ riuscita a vincere la battaglia culturale fatta di valori e di principi, a rappresentare per molto tempo il mondo del lavoro dipendente, il ceto medio, parte consistente degli artigiani e della piccola e media impresa. Noi non lo abbiamo fatto».
«Invece abbiamo sbagliato la stessa gestione della campagna elettorale dopo la straordinaria assemblea del 3 dicembre – precisa Pippo Zappulla – Quell’entusiasmo e attenzione diffusa e’ andato scemando e siamo apparsi confusi e appannati. Quel profilo radicale e’ pian piano scomparso anche grazie a dichiarazioni improvvide, con posizioni assunte diverse e contraddittorie. Quella diversità positiva e’ annegata, peraltro, nella palude di una mappa delle candidature eccessivamente centralizzata, che ha mortificato il valore e il lavoro dei territori».
«Per quanto riguarda in particolare la Sicilia – afferma l’On. Pippo Zappulla – in larga parte si sono registrate candidature imposte, con criteri alterati del rapporto con Sinistra Italiana. Scelte che già nel metodo hanno rappresentato un brutale e gravissimo processo di delegittimazione del gruppo dirigente siciliano, demotivando e deludendo tante e tanti militanti e attivisti. Atti e scelte che hanno lacerato un fondamentale rapporto di fiducia e impongono un profondo chiarimento intanto con il gruppo dirigente nazionale di Art1 . Si ritiene, pertanto, indispensabile convocare al piu’ presto un incontro dell’intero Coordinamento Regionale Siciliano di Art1 con il gruppo dirigente nazionale come momento davvero importante di verifica e di chiarimento di quanto successo e degli scenari possibili futuri. L’insieme di tanti di questi fattori ha determinato un risultato devastante e rischia di essere pure deprimente. Oggi la riflessione e’ necessaria, senza reti e ipocrisie. Riflessione e non silenzio».
«Ripensare e rifondare il ruolo della sinistra in Italia e in Europa, rimettendoci alla testa del disagio sociale, scegliendo di sporcarci le mani con i bisogni e gli interessi reali dei cittadini – prosegue l’On. Pippo Zappulla – Il lavoro, i lavori, i diritti nel lavoro e il diritto al lavoro. Un grande piano per il lavoro e al Sud in particolare, senza timore di chiedere investimenti pubblici in infrastrutture e servizi. Tornare nei territori per vivere la disperazione delle tante periferie geografiche ma anche sociali e culturali. Solo individuando proposte nuove e forti ci consentirà di riparlare al nostro mondo, ricostruendo la sinistra di popolo. Una sinistra del lavoro, della scuola, dei giovani e non dei gruppi dirigenti autoreferenziati. Con questo spirito ha un senso condiviso avviare la fase costituente e congressuale. Il nuovo soggetto politico della sinistra deve nascere considerando l’esperienza Leu una base iniziale, il lievito di un laboratorio molto più ampio , articolato e vasto. Capace di guardare, e dialogare, col variegato mondo di sinistra con attenzione ,anche a quella parte che sta ancora dentro al Pd, con autonomia ma con rispetto e umiltà».
«Nella definizione del calendario politico e temporale di questo processo si tenga conto delle imminenti elezioni amministrative che si terranno a giugno in 5 capoluoghi siciliani e tantissimi altri comuni – conclude Pippo Zappulla – Appuntamento importante per il governo locale e per segnare la nostra presenza nei territori».


