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Siracusa. Catturati i latitanti dell’operazione “Bronx”, utilizzavano un casolare a Canicattini come covo

di Redazione
21 Marzo 2018
Canicattini Bagni. Omicidio di Laura Petrolito, uccisa con almeno 16 coltellate. Domani i funerali
 

Siracusa. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Siracusa, dopo una serrata ed intensa attività investigativa, hanno messo fine, nel pomeriggio di ieri, alla latitanza degli ultimi 4 ricercati dell’operazione “Bronx”.

Ad essere tratti in arresto sono stati Francesco Capodieci, pregiudicato siracusano classe 1977; Riccardo Di Falco, pregiudicato siracusano classe 1982; Giancarlo De Benedictis, pregiudicato siracusano classe 1976 e Salvatore Aimone, pluripregiudicato siracusano classe 1967. I quattro esponenti di spicco del gruppo criminale del “Bronx” si nascondevano con la complicità del proprietario di casa, R.A., 71enne siracusano incensurato, arrestato anch’egli per favoreggiamento, all’interno di un casolare di campagna in zona Canicattini Bagni.

I quattro latitanti si erano resi irreperibili dal  giorno 20 febbraio 2018, momento in cui era stata data esecuzione a ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei 18 componenti del gruppo criminale del “Bronx” al termine dell’omonima attività investigativa condotta  e coordinata dal Dott. La Rosa della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia- presso il Tribunale di Catania. Le indagini avevano messo in luce la commissione, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al commercio, trasporto, detenzione, cessione ed offerta di sostanze stupefacenti, fra il gennaio 2015 e il novembre del 2016 fra Siracusa, Napoli e Catania. Gli arrestati infatti si associavano fra loro allo scopo di commettere più delitti di distribuzione, commercio, trasporto, detenzione, cessione, offerta e vendita di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e marijuana, organizzandosi con ripartizione dei ruoli da svolgere e così partecipando ad una associazione operante, senza soluzione di continuità, durante tutto il periodo delle indagini.

L’articolata indagine dei Carabinieri inoltre aveva consentito di delineare con chiarezza il ruolo svolto da ogni singolo affiliato in seno all’organizzazione: al vertice della stessa, si poneva Francesco Capodieci, detto “Cesco”, a cui tutti gli altri associati facevano capo. Capodieci era stato infatti osservato mentre giornalmente si recava“sul posto di lavoro”, in via Marco Costanzo di Siracusa, per coordinare e controllare l’attività di spaccio delle sostanze stupefacenti praticata dai suoi affiliati.

Suoi stretti collaboratori erano Di Falco, De Benedictis ed Aimone, che tenevano i contatti con i fornitori di droga ed organizzavano e dirigevano l’operato degli affiliati. L’abitazione di Di Falco in particolare, era utilizzata dagli arrestati come base operativa ove poter tagliare e confezionare in singole dosi le consistenti partite di droga che poi venivano distribuite agli altri affiliati del gruppo criminale.

La forte ed incessante pressione dei Carabinieri sulla piazza di spaccio ancora attiva del “Bronx”,  che ha portato ad ulteriori 5 arresti per spaccio, assieme ad una penetrante attività investigativa, ha consentito di bloccare definitivamente lo spaccio nella zona di via Marco Costanzo e di localizzare e assicurare alla giustizia gli ultimi 4 ricercati destinatari delle misure restrittive emesse dall’Autorità giudiziaria di Catania.

I quattro latitanti dopo aver espletato le formalità di rito presso il Comando Compagnia di Siracusa sono stati condotti al carcere “Cavadonna”, mentre il fiancheggiatore proprietario del casolare è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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Tags: carabinierioperazioni dei carabinieri
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