News Siracusa. “Dal doppio incontro di ieri con il presidente Musumeci con al centro argomento importantissimi per il nostro territorio arrivano notizie interessanti e tutto sommato positive, ma deve essere chiaro a tutti che siamo ancora a metà strada e molto c’è ancora da fare”. A dichiararlo è il deputato regionale del partito democratico Giovanni Cafeo, al termine dei due vertici, il primo con gli altri deputati regionali nel corso del quale si è discusso della situazione delle ex Province regionali, e il secondo tutto concentrato sul nostro territorio e sulla localizzazione del nuovo ospedale cittadino.
“Su questa questione – ha detto l’on. Cafeo – l’iniziativa dell’Asp che nominerà alcuni tecnici e sulla base del progetto elaborato esprimerà il proprio giudizio sulla fattibilità dell’opera nell’area già individuata, toglie dall’imbarazzo di una sempre più complessa competizione che perde di vista l’obiettivo finale e ciò fornire il territorio di una struttura importantissima. Quel che deve essere sottolineato è che i tempi previsti sono estremamente contenuti quindi nell’arco di un paio di mesi si potrebbe avere finalmente una indicazione precisa e definitiva. Uscendo così da scontri e contrapposizioni ma parlando di dati oggettivi”.
Cafeo ha poi affrontato il tema relativo alla situazione delle ex Province. “L’iniziativa del presidente Musumeci di coinvolgere i deputati nazionali per affrontare direttamente a Roma la questione è tardiva ma comunque opportuna. Spero che ogni deputato di ogni partito si assuma responsabilità dio affrontare problema partendo dal principio che i guasti non sono stati determinati dalla Riforma Delrio ma da come questa riforma è stata applicata in Sicilia. Io sono certo che tutta l’Aula vorrà adoperarsi per risolvere una questione che riguarda centinaia di lavoratori e di famiglie e voglio anche ricordare che il presidente Musumeci nel corso della campagna elettorale ha parlato di azione per rafforzare le Province e adesso gli chiediamo di essere coerente. E soprattutto veloce perché la questione deve essere risolta ben prima delle prossime elezioni di giugno”.


