News Siracusa: questa singolare iniziativa si propone di reinserire persone con un background certamente difficile in una società attuale sempre più diffidente. Coltivare e trasformare le piante tipiche dei Monti Iblei, queste le mansioni richieste.
Il progetto “Frutti degli Iblei” è stato realizzato dalla società cooperativa “L’Arcolaio” e fortemente sostenuto dalla Fondazione di Comunità Val di Noto. Le Diocesi di Siracusa e Noto hanno contribuito poi, permettendo l’utilizzo di due terreni come aree di lavoro. Le donne immigrate, quasi sempre vittime di violenze, saranno addette alla trasformazione ed al confezionamento delle piante in un centro di lavorazione sito a Canicattini. I detenuti invece si dedicheranno alle attività in campo.
Certamente, il primario obiettivo di “Frutti degli Iblei” è l’inserimento lavorativo, oltre che sociale, di tali difficili individui. Allo stesso tempo, però, chi ha voluto così tanto il progetto vuole anche valorizzare l’agricoltura biologica del territorio, soprattutto attraverso la scoperta di sempre più curiose produzioni tipiche. Tra le principali contribuenti dell’iniziativa, è la Fondazione di Comunità Val di Noto che, avvalendosi dell’appoggio della Fondazione con il Sud e di Caritas Italiana, finanzia il progetto con una somma pari a 100 mila euro.
“Si tratta di linee complementari – il sostegno delle persone fragili, la coesione sociale e l’economia civile – che permettono di pensare allo sviluppo di questo territorio – spiega così Maurilio Assenza, presidente della Fondazione di Comunità Val di Noto – come capacità di mettere al centro l’uomo, la bellezza, la solidarietà. Che sono efficaci anche sul versante economico sostituendo, alla connotazione negativa di “concorrenza” come competizione per il profitto, la connotazione positiva del con-correre, del correre insieme, del cercare insieme fini di felicità per molti”.
In questa lodevole proposta sono anche coinvolti il Consorzio Ctm Altromercato, il Cesvi, il Consorzio siciliano “Legallinefelici”, l’“Aiab” l’associazione italiana per l’agricoltura biologica, “Icea” l’istituto per la certificazione etica ed ambientale, la “Cia” la confederazione italiana agricoltori, ”Confcooperative”, la cooperativa sociale “Terramatta”, la cooperativa sociale “Passwork”, il consorzio “Libera terra mediterraneo”, la “Rete fattorie sociali Sicilia” e la “Banca popolare Etica”.

