News Siracusa: era il 25 maggio del 2014 quando si spegneva, per sempre, la vita del sedicenne Francesco Avola. Francesco, lo scorso anno moriva annegato nelle acque del Plemmirio. Il corpo non venne recuperato e fu ritrovato solo due giorni dopo, il 27 maggio, poco lontano da dove il giovane scivolò in acqua.
IL FATTO. Gli amici, dieci in tutto, si recano al Plemmirio per passare un pomeriggio insieme. Francesco, con l’amico Giuseppe commenta momenti passati insieme. I due giovani, da quanto si narra, sono sulla scogliera. Improvvisamente arriva un’onda. Forte, troppo forte. L’impatto è frontale e i due giovani riescono a restare in piedi. L’irreparabile avviene al momento della risacca. Quando la forza dell’onda spinge Giuseppe e Francesco da dietro, i ragazzi scivolano in acqua. Francesco si vede subito in mare. Giuseppe, invece, scende giù e risale solo dopo dieci secondi circa. E’ panico, paura.
L’allarme, da parte degli amici è immediato. La prima chiamata, effettuata da una ragazza, scatta alle ore 17.22. A seguire, dopo soli tre minuti, è un ragazzo a chiamare ancora i soccorsi che si concretizzano solo dopo un’ora e 20 minuti (come riporta la documentazione resa nota al sostituto procuratore Antonino Nicastro). Sia Giuseppe sia Giacinto Avola sostengono che fino all’arrivo dell’elicottero Francesco era vivo. Giuseppe si salverà mentre il corpo, senza vita di Francesco verrà ritrovato lunedì (26 maggio) di pomeriggio. Tutto il resto è cronaca.
E’ trascorso un anno. Un anno in cui la famiglia Avola composta da papà Giacinto, mamma Rosy e il figlio minore Eros non si è data, chiaramente e giustamente, pace. Ogni giorno fiori freschi vengono deposti nella nuova “casa” di Francesco. Giacinto Avola, dopo la scomparsa del figlio, si è fatto promotore di un comitato chiamato “Gli Angeli”. Un comitato nato per segnalare tutte le problematiche inerenti la struttura cimiteriale di Siracusa. Un comitato che ha visto Giacinto Avola, in prima linea, per lotte come quella del bus navetta all’interno del cimitero, dei fiori piantatati nel periodo dei morti e poi lasciati seccare. Ultima tra le iniziative il “Clean Day”, giornata che ha visto un centinaio di “angeli” invadere il cimitero di Siracusa per cercare di “ripulire” delle zone particolarmente dimenticate (leggi qui).
Sulla morte del giovane Francesco, chiamato confidenzialmente dagli amici “Nuccio”, ai tempi è stato aperto un fascicolo. Omicidio colposo. E’ questo il capo di imputazione del fascicolo che la Procura della Repubblica di Siracusa ha emesso, in riferimento al tragico incidente in cui ha perso la vita il sedicenne. L’inchiesta è aperta contro ignoti ed è affidata al sostituto procuratore Antonio Nicastro.
Ad un anno dalla morte di Francesco le parole di Giacinto sono davvero poche: “C’è un fascicolo aperto e dopo un anno credo che i tempi siano abbastanza maturi per poter iniziare a fare luce sulla morte di mio figlio. La mia vita, come quella di mia moglie e di mio figlio, dopo la scomparsa di Ciccio, è completamente cambiata. C’è davvero molto poco da dire. L’unica certezza è che Ciccio non c’è più e mai nulla potrà riportare indietro mio figlio. Ora cerchiamo solo chiarezza affinché chi ha sbagliato paghi. Non vogliamo nulla, solo che si faccia giustizia sulla morte di un sedicenne, di un bambino, di mio figlio”.
Questo pomeriggio, intanto, gli amici di Francesco si riuniranno intorno alle 16.30 al Plemmirio. Proprio quel luogo, tornerà a vivere nei ricordi dei suoi amici che intonando note con la chitarra e gettando fiori in mare, ricorderanno Francesco ucciso da quel mare tanto bello, quanto dannato che non ha risparmiato la vita di un bambino.



