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Scusaci, se puoi, Andrea Loris…

di Alessia Zeferino
6 Dicembre 2014
Scusaci, se puoi, Andrea Loris…
 

Andrea Loris Siracusa Times (2)Il tam tam mediatico impazza. Tutti cercano di trovare, di scovare il colpevole. Tutti vogliono e pretendono la testa dell’orco. La madre, le telecamere, il cacciatore, il Bimby, la macchina che non si vede davanti la scuola, le fascette consegnate alle maestre, il mulino, l’amante, le mutandine e via dicendo.

Qualsiasi motivo, in questo momento, è buono per fare audience e scrivere, scrivere  e ancora scrivere come fiumi in piena.

Tutte supposizioni, però. Nessuna certezza tranne una. Lui, Loris, di soli 7 anni è morto grazie a qualche adulto osceno. Grazie alle mani di qualcuno che conosceva.

Andrea Loris, in realtà, era solo un bambino come tanti altri.

Intorno alla sua morte si consuma lo scenario dell’orrido. L’amore verso il macabro. Si scava nella vita di una famiglia. Si controllano profili sui social network. Si contano anche le volte che la madre ha cambiato la tinta ai capelli.

“Il cacciatore? Chi era? L’amante? No, il padre dell’amante. E il marito? Perché lavorava fuori? E’ vero che ha appreso la notizia della scomparsa del figlio su internet?”

Domande alle quali si tenta di dare miseramente una risposta. Questi sono i momenti nei quali l’Italia “impazzisce” e inizia a improvvisarsi “criminologa”.

“La madre è stata”. “Il porco del cacciatore”. “Forse è stato il fratellino di 4 anni giocando”. “Ecco il secondo caso <Cogne>”. Ne più ne meno è questo quello che si legge escludendo gli insulti.

Ma lui? Perché si è smesso di parlare di Andrea Loris? Quando saranno i suoi funerali? Quando il povero corpo di questo bambino riuscirà a trovare pace?

Parole che volano veloci escono dalle labbra ben disegnate di splendide conduttrici televisive che quando parlando di Andrea Loris lo chiamano: “creaturella”.

Eppure, il codice di Treviso, impone una certa etica a tutti i giornalisti per quanto concerne i minori. A Siracusa, quest’oggi, durante un evento formativo ne ha parlato Don Fortunato Di Noto.

Lui, uomo di fede, che lotta da anni contro la pedofilia ha parlato con la stampa non per scolarizzarla ma per confrontarsi con quelle che dovrebbero essere regole.

Ma forse non sarà mai così. Forse per tutti noi sarà più semplice e gratificante cercare l’assassino e poter dire, magari: “io lo sapevo”.

Ma Andrea Loris? Che fine ha fatto? Un giorno verrà sicuramente dimenticato come sono stati dimenticati tantissimi altri bambini che, come lui, hanno incontrato un destino “maledetto”.

Scusaci se puoi Andrea. Scusaci se tutti si affannano a ricostruire i tuoi ultimi giorni di vita. Scusaci se stanno invadendo casa tua. Scusaci se parliamo delle fascette che hanno stretto il tuo collo mentre giaci ancora, senza sepoltura, dentro l’obitorio. Scusa se parole forti come “abuso” stanno incrociando il tuo nome senza averne ancora la certezza. Scusa per tutto quello che hai visto e conosciuto nella tua breve vita da bambino di 7 anni.

Il mondo, purtroppo, è questo… Andrea Loris… e tu ne hai avuto la prova.

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