Un sogno che diventa realtà: così potrebbe essere riassunta la storia di Emanuele Monica. Una carriera ricca di successi la sua: laureatosi a Pisa presso la Facoltà di Ingegneria, il giovane siracusano decise di trasferirsi in Giappone con Miharu, colei che poco dopo diventò sua moglie. Esperto di veicoli ibridi,riuscì nel giro di un mese a trovare lavoro presso il Global Hibryd Center, un’azienda molto nota in Giappone, paese in cui circa il 20% delle automobili prodotte sono ibride. Nonostante la sua “diversità” Emanuele in poco tempo è riuscito a mostrare la sua preparazione e la sua intelligenza, capacità riconosciute dallo stesso Mr Genchiro Ishii, direttore dell’azienda per cui lavora. Il giovane Ingegnere non poteva certo immaginare che un giorno sarebbe andato a vivere nello stesso Paese in cui era stato accolto all’età di 17 anni da una famiglia del posto. Questa prima esperienza ha contribuito notevolmente ad incrementare la già sviluppata passione per la cultura giapponese, con le sue arti marziali, la cerimonia del tè, i fumetti conosciuti e amati in tutto il mondo, i valorosi samurai. Oggi Emanuele vive e lavora a Tokyo, lui e sua moglie Miharu si sono incontrati durante il Festival della cultura giapponese. Miharu adora la Sicilia, in particolar modo la sua tradizione culinaria ed il suo popolo così caloroso e accogliente. Due emozioni contrastanti lo legano a Siracusa: Emanuele da un lato vorrebbe tornare nella sua città, passeggiare tutti i giorni per le strade di Ortigia dove spesso si recava con il suo amico Giancarlo per trascorrere interi pomeriggi all’interno di una fumetteria. Ma dietro questo sentimento nostalgico si nasconde la dura realtà,la consapevolezza che in Italia non c’è posto per lui. Siracusa potrebbe mai offrirgli un lavoro con un guadagno di più di 2 mila euro al mese? A Siracusa riuscirebbe mai a mantenere la moglie, casalinga, ed il piccolo Ren, suo figlio?Il Giappone in questo momento rappresenta per lui e la sua famiglia una grande occasione. L’occasione di vivere in un paese in cui nelle moderne aziende vige la pratica dell’assunzione a vita. Un paese in cui un contratto di lavoro rappresenta un vincolo che si scioglie solo in rarissimi casi, un paese in cui nei biglietti da visita degli uomini d’affari compare innanzitutto il nome della ditta per cui si lavora e solo dopo, il proprio nome. Un paese in cui la relazione tra Imperatore e popolo, basata sulla reciproca fiducia, continua a vivere nel rapporto tra capo e impiegato. In poche parole l’azienda in Giappone rappresenta non solo una famiglia ma anche e soprattutto una sicurezza. Chissà se magari un giorno Emanuele potrà avverare il sogno della moglie Miharu: quello di tornare a vivere a Siracusa. Chissà se un giorno questo brillante ingegnere potrà tornare a passeggiare per le vie di Ortigia con il piccolo Ren, mostrandogli la bellezza e il calore della nostra città.

