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Olio d’oliva, produzione italiana ai minimi storici, la Sicilia tra le regioni più danneggiate

di Redazione
29 Ottobre 2016
Olio tunisino: l’UE decide un’aumento dell’importazione, in Italia danni ai produttori e ai consumatori
 

olio - siracusatimesNews: l’olio d’oliva scarseggia e le riserve di extravergine saranno esaurite entro i primi sei mesi del 2017, per effetto del crollo del 38% della produzione in Italia, scesa ad appena 298 milioni di chili, vicino ai minimo storici di sempre. E’ quanto afferma la Coldiretti, e precisa che nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39%, al nord di appena il 10%, mentre al centro del 29%, con la Toscana in linea con questa riduzione. In questo quadro sconfortante la Sicilia è tra le regioni più danneggiate – sottolinea Coldiretti -, con la Puglia che invece si conferma essere la principale regione di produzione nonostante il calo, mentre al secondo posto si trova la Calabria, con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale.

Vista la scarsità del raccolto, però, i prezzi alla Borsa merci di Bari, che è la più rappresentativa a livello nazionale, sono in significativo aumento – osserva Coldiretti – con un balzo nell’ultima settimana del 43% per l’extravergine rispetto all’inizio dell’anno.

Guardando agli altri Paesi produttori, si segnala il crollo della in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) ed in Tunisia attestata sui 110 milioni di chili (-21%), mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l’anno scorso. In controtendenza la Turchia, che brilla con +33% di produzione, per 190 milioni di chili. Si prevede dunque una produzione mondiale a 2,785 miliardi di chili, in calo del 9%, con conseguenti tensioni sui prezzi.

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