News Siracusa: si è svolta stamattina, presso l’Istituto A. Rizza di Siracusa, un interessante incontro per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne che ha visto coinvolti circa 500 studenti. I rappresentati di Istituto, la V° E, le professoresse Daniela Castelluccio e Lucia Storaci hanno dato prova della loro competenza e sensibilità sull’argomento. Tutte le classi dell’Istituto ad esclusione delle prime sono state coinvolte nel dibattito al fine di sensibilizzare gli animi su un tema discusso ma quanto mai attuale di cui non si parla mai abbastanza, in particolar modo quando serve ad educare, informare ed aiutare, se necessario.
Nei giorni che hanno preceduto l’incontro di oggi sono stati creati appositi contenitori dove gli alunni, hanno potuto inserire messaggi anonimi, sotto forma di pensiero o testimonianza.
I biglietti hanno dato voce a giovani donne ferite. Giovani, forse non abbastanza, che conoscono già il mondo della violenza, che sanno già cosa sia il terrorismo psicologico, che hanno già vissuto e a volte ancora vivono gelosie morbose di uomini che consumano gli animi prima ancora di arrivare a consumare i corpi.

Di una vicenda ancor più atroce tratta la canzone di Bruno Baio, cantante siracusano che è intervenuto oggi al dibattito. L’argomento, che non l’ha lasciato indifferente già anni fa, l’ha portato a scrivere una canzone, dal titolo “Non sarai di nessun altro”, ascoltata e commentata dai giovani studenti. Ritmo e testo arrivano con violenza facendo vibrare il cuore, la stessa violenza di cui fu vittima anni fa Fabiana Luzzi, giovane 16enne uccisa brutalmente con delle coltellate e bruciata viva poco dopo da un suo coetaneo. Un fidanzato innamorato in apparenza, ma possessivo e morboso, che l’ha coinvolta in un amore sbagliato e per lei risultato fatale. Ma di amore non si dovrebbe morire. Il testo diretto ed incisivo racconta la storia che lei non può più raccontare.
La dignità della vita e della donna, questo hanno testimoniato le parole sofferte di oggi. Il coraggio di una ragazza che oggi davanti ad altri alunni si è esposta ed ha raccontato la sua storia, manifesta come d’amore si debba vivere e non morire. Nel momento del pericolo lei ha avuto la forza di cercare aiuto.
Le parole del testo “Ferite a morte” di Serena Dandini sintetizzano l’incontro di oggi. Uno stralcio del libro “You and me”, è stato interpretato da due alunni trasmettendo l’apparente innocenza di una conversazione tra fidanzati che degenera, quando lui perde il controllo, in omicidio.
Gli alunni che sono intervenuti con testimonianze e pensieri ci fanno riflettere su come dialogo e comunicazione siano fondamentali per evitare l’atto più estremo: il femmicidio.
A conclusione dell’incontro i ragazzi dell’istituto si sono prestati a posare per alcuni scatti che includono un messaggio sintetico ma molto significativo: ” STOP FEMMINICIDIO”.
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