News Siracusa. Si è svolta questa mattina la 49esima udienza, nell’aula della Corte d’Assise di Siracusa, per il processo a carico di Christian Leonardi, unico indagato per la morte della moglie Eligia Ardita e del procurato aborto della figlia che la giovane infermiera Aretuseo portava in grembo da otto mesi.
Concesso, per la prima volta, all’imputato di sedere accanto ai suoi legali Vera Benini e Felicia Mancini.
Presente, in aula, il teste quasi “chiave” del processo l’avvocato Aldo Gioacchino Scuderi che si ė avvalso del segreto professionale, essendo lo stesso il primo legale di Christian Leonardi.
Sia l’avvocato Vera Benini sia l’avvocato Felicia Mancini hanno chiesto alla Corte di procedere con l’esame del teste sciogliendo il segreto professionale come fu per il medico legale Corrado Cro.
Domande dirette per Aldo Giocchino Scuderi sulla conoscenza che lo ha legato, precedentemente all’incarico che lo vide difendere Leonardi, all’indagato.
<Lo conoscevo perché parente della mia ex moglie> – queste le prime parole dell’avvocato Aldo Gioacchino Scuderi che ha sottolineato di avere visto Leonardi solo in pochissime occasioni legate quasi esclusivamente alle festività natalizie.
Scuderi, con un semplice <si> ha confermato di aver avuto con Leonardi solo contatti di natura professionale.
Alla domanda dell’avvocato Vera Benini se l’avvocato avesse mai conosciuto Eligia Ardita, Scuderi ha risposto telegraficamente con un secco: <no>.
Nessuna domanda in più per l’avvocato Scuderi, accusato da Christian Leonardi di essere stato la causa della sua “falsa” confessione del 19 settembre 2015 ritrattata poi nell’udienza del 28 aprile 2016.
Un colpo “basso”,quindi, visto che Leonardi aveva, oltre che nel suo memoriale anche nelle due udienze che lo hanno visto protagonista, indicato l’avvocato Scuderi come colui che, la notte tra il 18 ed il 19 settembre del 2015, lo aveva indotto a confessare un delitto non commesso dicendo al suo ex assistito <il mandato d’arresto ė già pronto se ti costituisci sarai aiutato da tutti>.
Sarebbe stata proprio questa frase, pronunciata da Leonardi nell’udienza del 9 maggio, a gettare l’uomo nel panico inducendolo ad una confessione, a suo dire, falsa.
Una “apparizione” lampo quel teste Aldo Gioacchino Scuderi che ha abbandonato l’aula della Corte d’Assise pochissimi minuti dopo il suo giuramento.
Poco prima che fosse ascoltata la dottoressa Antonella Lannino, specialista in genetica molecolare, consulente della difesa Christian Leonardi ha voluto rendere una dichiarazione spontanea.
<Ci tenevo a precisare – ha detto Leonardi – che il divano di casa mia (dell’abitazione coniugale di via Calatabiano, ndr) si divide in due parti e spesse volte, quando venivano i parenti di mia moglie lo dividevamo, mettendone una parte di cucina, per consentire di avere più spazio al salotto>.
<La sera in cui mia moglie si ė sentita male – dice Christian Leonardi – ci tenevo a precisare che il divano non è stato smontato e che la cena, alla quale erano presenti i mie suoceri, si ė tenuta in cucina>.
Tornato a sedere in mezzo ai suoi legale la dichiarazione e di Leonardi ha lasciato spazio alla dottoressa Lannino, consulte di parte che ha esaminato verbali prelievi, rilievi fotografici e la ricostruzione stilata dall’architetto Corso. La deposizione della dottoressa Lannino ha in qualche modo messo in discussione la relazione stilata dall’ex generale del RIS Luciano Garofano che confermava che i ritrovamenti biologici nell’appartamento in cui viveva la coppia <sono qualcosa di rilevante per forma, posizione, dimensione e quantità>.
Si torna in aula il il 6 giungo quando all’interno dell’aula della Corte d’Assise di Siracusa sarà ascoltato il vigile del fuoco Giuseppe Maugeri.


