“Si tratta di un provvedimento ingiusto e abnorme, che danneggia l’intera città ed il suo tessuto produttivo – accusa il sindaco di Pachino, Roberto Bruno – Io e la mia amministrazione abbiamo sempre lavorato nell’interesse della città e della collettività, nel pieno rispetto della trasparenza e della legalità”. Il primo cittadino parla di “un’operazione politica ad opera di un governo ostile”, perché “hanno sciolto un consiglio già decaduto”. E ancora: “Siamo tornati ai tempi di Crispi e del prefetto Colmayer, utilizzato per colpire politicamente le prime amministrazioni socialiste della Sicilia“, dice ricordando che nessun componente della maggioranza è stato “coinvolto in procedimenti penali”.
Era stato il prefetto Giuseppe Castaldo a inviare la commissione per “verificare eventuali possibili forme d’infiltrazione o di condizionamento, di tipo mafioso o similare, tali da compromettere il regolare svolgimento dei servizi ovvero il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale”, dopo una serie di inchieste giudiziarie che avevano coinvolto Pachino. Al termine dell’indagine i commissari hanno inviato una relazione al ministero dell’Interno, dando il via allo scioglimento.


