News cinema: Festival di Cannes 2015. Sventola un tricolore, quello italiano nell’edizione 68 del Concorso Internazionale di Cinema. Insieme, anche se con opere differenti per stile e per genere, si propongo tra i film in competizione: Matteo Garrone con “Il racconto dei racconti”, Paolo Sorrentino con “Youth – La Giovinezza” e Nanni Moretti con “Mia Madre”.
Una nuova scommessa per il regista Matteo Garrone, già conosciuto nella croisette per film come “Gomorra”, tratto dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano, e “Reality” un racconto-specchio sulla classe popolare napoletana e l’ossessione dell’apparire attraverso il reality show de “ Il Grande Fratello”.
Questa volta il “pittore” cambia registro: nuovi colori, una pennellata diversa alle opere precedenti. Matteo Garrone non teme il giudizio e non pretende acclamazioni, sperimenta e propone al pubblico una scelta incosciente. E Garrone piace per la sua capacità di cambiare genere pur mantenendo un proprio stile riconoscibile, proprio come un cineasta americano. “Il racconto dei racconti”, un fantasy medioevale con un cast internazionale
che trae ispirazione da tre racconti de “Lo cunto de li cunti” composto nel seicento dell’italiano Gianbattista Basile. E’ la prima di una raccolta di storie mai realizzata che pare abbia ispirato tutte le favole più celebri, per intenderci i Fratelli Grimm e Perrault. Le location (Gole di Alcantara, Bosco del Sasseto, Vie Cave, Castello di Donnafugata), gli effetti speciali, i dialoghi sono made in Italy, per marcare ancor più l’impronta italiana a una rilettura fantasy (ormai anche abusata tra film e serie televisive) di questo nuovo film che Garrone ha realizzato non per pochi ma per tutti, e che il festival di Cannes potrà solo decretarne il successo.
Altro “genio incompreso” ma oggi molto popolare grazie alla vittoria agli Oscars con “la Grande Bellezza” è Paolo Sorrentino che propone “Youth – La giovinezza”. Anche questa volta, come la prima volta, il regista incanala il suo stile sofisticato nell’arco narrativo del film. Paolo Sorrentino si avvale di una produzione straniera, come “This must be the place” con Sean Penn. Con un nuovo cast di lusso, connubio di vecchie glorie e giovani stars del cinema anglofono troviamo Michael Caine, Jane Fonda e Harvey Keitel a Rachel Weisz, Ed Stoppard e Paul Dano.
La trama è incentrata sulla figura di Fred Ballinger (un Michael Caine doppione invecchiato di Jep Gambardella de “La Grande Bellezza”), un attempato direttore d’orchestra in vacanza sulle Alpi svizzere con la figlia Leda (Rachel Weisz) e l’amico regista Mick (Keitel). Il pensionato Ballinger deve fare i conti con la fine dei suoi giorni in un “caos calmo” di un albergo-casa di cura. Un giorno, però, la vita del vecchio e stanco Ballinger subisce una svolta inattesa quando la Regina d’Inghilterra lo convoca per dirigere un concerto a Buckingham Palace. Per scoprire di più bisognerà attendere il prossimo 20 maggio.
Un “caos calmo” come un film di Nanni Moretti, anche lui presente a Cannes con un’opera incentrata sul tema della vita e della morte, raccontando quello che sta nel mezzo. “Mia Madre”, pronto a diventare un tormentone tipicamente morettiano, tratta la vicenda emotiva di Margherita (Margherita Buy), una regista (alter ego di Moretti) sul set del suo film e alle prese con la salute precaria della madre Ada
(Giulia Lazzarini). Un’opera filmica che rirpende le tragiche vicende vissute dal regista Nanni Moretti nel momento di una perdita personale, della madre appunto. Una riflessione sui quei cicli della vita a cui, prima o poi, siamo destinati ad affrontare e “vivere”. Una storia profondamente umana, reale, che si discosta dai primi due registi, che mescola momenti dolorosi e divertenti, realtà e finzione. Quella miscela di tecnica e di emozione che piace tanto alla critica francese e che vede “Mia madre” tra i film favoriti del Festival del Cinema di Cannes.


