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Francofonte. Il dimissionario assessore La Rocca spiega le ragioni dell’addio

di Redazione
25 Marzo 2018
Francofonte. Il dimissionario assessore La Rocca spiega le ragioni dell’addio
 

Francofonte. Ha rassegnato le dimissioni da assessore lo scorso 12 marzo, adesso con una lunga nota il dottor Francesco La Rocca, ha spiegato i motivi che lo hanno portato a tale scelta.

“Nel 2013  – scrive il dottor La Rocca – ho aderito al Partito Democratico, candidandomi per le elezioni amministrative del Comune di Francofonte, con l’elezione a Consigliere Comunale. Ho sposato in quel momento un’idea di Partito con forti connotati valoriali rivolti al bene comune, alla giustizia sociale, alla difesa dei diritti dei lavoratori, ad un modello inclusivo di convivenza civica, al rispetto delle classi sociali con particolare attenzione a quelle più deboli e disagiate e comunque avversa alle forti disuguaglianze”.

Nella nota traccia un’analisi della situazione politica degli ultimi anni che ha coinvolto il Pd. “Nel corso di questi anni – prosegue – ho visto una mutazione genetica del partito rispetto all’idea originale e una serie di provvedimenti adottati dal governo a guida  PD, tra cui la riforma dell’articolo 18, all’interno del Jobs Act; la Buona Scuola e la proposta del Referendum Costituzionale del 04 Dicembre 2016, bocciata da quasi venti milioni di voti, ha avuto come conseguenza l’allontanamento di componenti importanti della sinistra e dei lavoratori in generale che non hanno condiviso nel merito e nel contenuto tali scelte e che non si riconoscevano più in una leadership all’interno del partito sempre più autoreferenziale e che io stesso, durante la campagna elettorale delle Regionali 2017 in Sicilia, avevo evidenziato in un discorso al cospetto del Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando e dell’Assessore Regionale all’istruzione e  formazione professionale Bruno Marziano”.

“Insieme ai dirigenti di Partito Fausto Bertona, Giovanni Catania, Paolo Gallo, Livio Sidoti, Salvatore Saggio, Francesco Caponetto, si scelse di aderire ad un’aria del PD che fa riferimento al Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando; una minoranza nel quadro nazionale che, pur vivendo un travaglio interiore, dentro un pensiero politico plurale e inclusivo ha cercato di assumere posizioni di grande responsabilità promuovendosi come collante tra il partito e quelle forze di sinistra che si era allontanate e smarrite, per cercare di recuperare un dialogo non più presente”.

Prosegue ancora: “non si è riuscito in questo intento, in quanto la forbice delle differenze era  ormai troppo larga e le fratture insanabili, ma ciò che ha fatto tracimare un contenitore già colmo di diversità è stato l’atteggiamento del direttivo  nazionale, che in occasione della compilazione delle  liste dei candidati delle politiche del 2018, ha per così dire “DEPURATO” la squadra dei competitors, emarginando i gruppi all’interno del partito  che erano portatori di programmi e progettualità di differenziazione politica, nell’ottica di un nobile progetto di  democrazia e ridimensionandoli in fase di presenza nelle liste proposte a bassissime percentuali (4%) rispetto a quelle ben più importanti  (30%) ottenute in fase congressuale”.

“Tutto ciò ha prodotto, soprattutto in Sicilia, la scarsissima rappresentatività delle espressioni dei territori, mortificando grandi porzioni di elettori che non si sono visti rappresentati nei candidati proposti e subendo inoltre anche una discriminazione di genere  vedendosi collocare in ben tre collegi come capolista la stessa donna , togliendo di fatto la possibilità di elezione a tre donne del Partito Democratico  del nostro territorio siciliano. Il risultato delle elezioni politiche 2018, ha dimostrato che l’attuale idea di partito ha determinato effetti devastanti in termini di consenso elettorale sia a livello locale, che regionale e nazionale”.

“In merito alle dinamiche di politica locale e in prospettiva delle elezioni amministrative 2018 a Francofonte , ho avvertito da diverso tempo la necessità di aprire il partito verso tutte quelle forze sociali e politiche che avevano voglia di confrontarsi verso un progetto comune rivolto al miglioramento della proposta per una città migliore e questo si poteva fare incontrandosi con gli altri senza la pregiudiziale di indicare un candidato sindaco, elemento che poteva essere causa del fallimento di qualsiasi tentativo di progettualità comune”.

“Sembrava che quest’appello fosse stato raccolto da chi in questo momento è rappresentativo della leadership del partito, e nel direttivo programmatico del 9 Marzo si era convenuti all’unanimità in tal senso anche se erano emerse da parte mia posizioni di prospettive e indicazioni alternative che non sono state raccolte dalle altre aree del partito; ma alla luce di un articolo apparso lo scorso undici marzo che riportava notizie non corrispondenti a quanto emerso nel suddetto direttivo, assistendo a modalità di gestione padronali e autoreferenziali del partito che per l’interesse di parte hanno stravolto i contenuti di quanto deciso ed inoltre per le accuse mosse, in quella occasione, ai componenti dell’area Orlando di disimpegno nella campagna elettorale delle politiche 2018 che avrebbero compromesso il risultato elettorale a danno del PD, tutto ciò ha reso per me, la situazione intollerabile e insopportabile e per tali motivazioni ed a tutela del gruppo che rappresento mi sono dimesso dalla giunta comunale a guida PD”.

“Resterò dirigente del partito, rimanendo in carico nel direttivo provinciale e cercherò insieme ad altri che condividono la mia visione, di portare elementi di cambiamento all’interno del PD per cercare di essere forza politica sempre più inclusiva”.

La nota si chiude con un augurio in attesa delle amministrative di giugno. “In vista delle elezioni politiche a Francofonte a giugno 2018 l’area Orlando si è aperta al confronto politico con i componenti delle forze sociali e politiche per creare una grande aggregazione che abbia a cuore la città di Francofonte”.

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Tags: News Francofonte
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