Era il 1922 quando, per la prima volta, questo giorno fu celebrato in Italia. La giornata internazionale della donna, però, nacque negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909, quando il Partito socialista americano decise di organizzare una manifestazione a supporto del suffragio universale femminile.
Passate le guerre e con l’avvento del movimento femminista, nel 1977 una risoluzione dell’Assemblea Generale della Nazioni Unite sancì che ogni Paese avrebbe dovuto proclamare una giornata per i diritti delle donne e la pace internazionale; le Nazioni Unite con ciò imposero una riflessione sulle discriminazioni subite dalle donne nella partecipazione alla vita politica e sociale.
Oggi il senso vero di questo giorno, in realtà, è andato perduto. I diritti delle donne vengono quotidianamente calpestati. Ferite nella dignità, nell’anima e nel corpo sempre più donne sono vittime del fenomeno legato al Femminicidio.
I dati si alzano talmente tanto da diventare preoccupanti. Donne su donne sono, ogni giorni, vittime di violenza inaudita sia dentro sia fuori le mura domestiche. Picchiate dai propri mariti, fidanzati, compagni.
Alcune, uccise. Uccise e non tutelate, troppe volte, dalle stesse leggi.
Si festeggia però oggi. Per strada, in ufficio e tra le mani di molti uomini ci sarà un rametto di mimosa da donare, magari senza conoscerne il reale significato, alle donne.
Il fiore dell’8 marzo la mimosa. Un fiore legato a questo giorno sia dalla leggenda sia dalla necessità.
Il mito è legato al fatto storico vero, quando l’8 marzo del 1908, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio mentre protestavano per le indegne condizioni di lavoro alle quali erano sottoposte. Secondo alcuni pare che nei pressi di quella fabbrica cresceva un albero di mimosa (fiore scelto successivamente nel 1946 dell’Unione Donne Italiane perché semplice, poco costoso e con la fioritura all’inizio di marzo).
Fiori sui lividi. E’ questo l’8 marzo. Festa di diritti ancora lontani da ottenere. Perché dentro gli occhi di molte donne vive, nascosta, la paura.
Per altre, invece, oggi sarà un semplice motivo per ritrovarsi tra amiche.
La verità è che il momento di festeggiare sarà quando cesserà il Femminicidio. Il momento di festeggiare sarà quando donna definita da qualche uomo “brutta” verrà ritenuta socialmente accettabile senza che debba necessariamente bilanciare con la simpatia. Quando una donna definita grassa o troppo magra dovrà smette di fare i conti ogni giorno con lo specchio o con lo “spettro “ dell’anoressia e della bulimia.



