News Sicilia. «La Conferenza Stato-Regioni ha deciso di ripartire i 4 miliardi di euro destinati alle Regioni per gli investimenti in sanità .Alla Regione Siciliana sono stati assegnati 334.231.428,94 euro, cioè l’8,36%. Questa somma servirà per interventi di ristrutturazione edilizia, ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie e per la costruzione di nuovi ospedali. Le risorse provengono dalla Legge 145 del 30 dicembre 2018 e dalle risorse residue della Legge 191 del 23 dicembre 2009». Lo dichiara Vincenzo Vinciullo
«La Legge 191/09 aveva destinato alla Regione Siciliana 803.130.324,79 euro – spiega Vinciullo – ma di questa somma, così significativa ed importante, alla Regione, con comunicazione del Ministero del 21/11/2017, sono stati assegnati solo 211.788.574,79 euro, dovevano essere ancora assegnati, quindi, 591.341.750,00 euro che dovevano essere oggetto di una nuova proposta programmatica da parte della Regione, non appena i Ministeri competenti avrebbero dato la disponibilità. Ma questa disponibilità non è mai arrivata, anzi i Ministeri competenti hanno accettato la proposta delle Regioni di utilizzare tutte le risorse residue della Legge 191/2009».
«Ciò cosa significa – prosegue Vinciullo – che perfino i 211.788.574,79 euro sono stati considerati risorse residue? Che, sicuramente, i 591.341.750,00 euro non saranno più destinati e assegnati alla Regione Siciliana. Se si avverasse anche il primo caso, alla Regione Siciliana sarebbero scippati 803.130.342,79 euro, cioè mille e seicento miliardi delle vecchie lire. Nella migliore delle ipotesi, la Regione Siciliana verrebbe scippata di 591.341.750,00 euro, quasi 1200 miliardi delle vecchie lire».
«Ora – continua Vinciullo – cosa farà il Governo regionale? Io mi auguro che, prima che il provvedimento venga approvato dal CIPE, il Presidente della Regione sconfessi l’Accordo, pretenda il rispetto della Legge 191/2009».
«Ricordo che fra questi finanziamenti c’è anche quello per il nuovo l’Ospedale di Siracusa e non sappiamo se sono stati salvati i soldi per l’Ospedale di Augusta. In tutta questa vicenda – conclude Vinciullo – l’unica cosa che non si può accettare è il silenzio».


