«Non siano i lavoratori Intercity a pagare adesso il costo della crisi dovuta all’emergenza coronavirus. Nelle prossime settimane, dopo il pesante impatto sul settore del covid-19, l’offerta di treni a lunga percorrenza tornerà gradualmente ai livelli pre-crisi, con precauzioni e obblighi legati al controllo del contagio. Questo però non giustificherebbe un ulteriore demansionamento del personale».
Lo afferma Paolo Ficara, componente della commissione Trasporti della Camera.
«I lavoratori impiegati negli appalti con committente Trenitalia hanno denunciato negli anni condizioni precarie e situazioni di poca regolarità contrattuale. E questa post covid sarebbe un’ulteriore ingiustizia nei confronti di operatori che continuano a veder calpestata la loro dignità», aggiunge Ficara.
«Il servizio intercity, garantito dallo Stato con finanziamento pubblico, è in crisi da più di un decennio e la qualità del servizio percepita dagli utenti è molto bassa. Nell’ultimo anno i dati ci dicono che c’è stata un’inversione di rotta, ma da recuperare c’è tanto. Come parlamentare seguo con attenzione la questione e sono già intervenuti nei mesi scorsi con delle interpellanze per verificare il rispetto da parte di Trenitalia degli impegni assunti nel contratto di servizio 2017-2026 e verso la corretta gestione del personale impiegato a bordo. Auspico che venga assicurata la continuità dei servizi e che si valorizzino le competenze dei lavoratori. L’emergenza generata dall’epidemia non venga utilizzata come pretesto per tagli e demansionamenti. Responsabilità impone che diventi piuttostooccasione per migliorare la qualità complessiva dei servizi e le condizioni di lavoro sui treni a lunga percorrenza».


