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Caso Stefano Biondo. Infermiere condannato a due anni per omicidio colposo

Si conclude oggi, con la sentenza del giudice, la triste storia del 21enne aretuseo deceduto il 25 gennaio 2011

di Alessia Zeferino
19 Marzo 2018
Siracusa. Morte di Stefano Biondo in aula il 21 febbraio
 

Siracusa. L’infermiere Giuseppe Alicata è colpevole di omicidio colposo, condannato a due anni di reclusione. E’ questo l’esito dell’udienza conclusiva, di questa mattina, per il caso Stefano Biondo. Dopo sette lunghi anni, da quel 25 gennaio del 2011, si pone la parola fine su una storia triste che ha visto la morte del 21enne, disabile psichico, per un caso di malasanità.

Stando all’esame autoptico eseguito dal medico legale Giuseppe Bulla, Stefano è morto per asfissia meccanica, provocata dalla compressione immobilizzante della gabbia toracica operata da tre persone nel tentativo di immobilizzarlo durante la crisi.

Per fare chiarezza sulla tragica fine di Stefano Biondo, studiando l’intero fascicolo e stilando una relazione di analisi sistemica criminalistica e investigativa al fine di individuare elementi utili alla ricostruzione del fatto criminoso, è stato incaricato, da Rossana La Monica sorella del giovane 21enne, il criminologo Carmelo Lavorino.

Secondo la relazione stilata da Lavorino il corpo di Stefano “presentava zone circolari di contusione ecchimotica da contenzione ai due polsi in rapporto all’uso di un cavo elettrico e varie ecchimosi da afferramento oltre a fori da venopuntura”.

Aveva 21 anni Stefano Biondo. Solo 21 anni. 21 anni ed un sorriso contagioso per un ragazzone che amava tanto la vita ed i treni. Aveva 21 anni il sorriso di Stefano quando si è spento definitivamente in quella stanza, in quel gelido pavimento di una struttura privata dove doveva essere curato.

Stefano giaceva esamine con il corpo coperto da un lenzuolo blu. La testa poggiata su un plaid e su un maglione di colore marrone. Stefano giaceva supino sul pavimento della sala da pranzo della struttura privata che lo ospitava e che lo vedeva sdraiato con gli arti superiori divaricati a novanta gradi. In prossimità del suo corpo un guanciale, una federa e uno spezzone di cavo elettrico. Indossava il pantalone di una tuta, calzini e maglietta Stefano. E quella maglietta sollevata sul corpo di quel 21enne faceva scorgere sul torace tre elettrodi per cardiogramma posizionati dai soccorritori del 118.

“Il giudice è stato molto attento a gestire il procedimento e ad evitare, che andasse in prescrizione visto che ormai per lungaggini per le indagini, in un primo momento era stato richiesto l’archiviazione, poi a seguito di opposizione da parte delle parti offese, il procedimento è ripartito” – ha dichiarato l’avvocato Salvatore Massimo Lo Vecchio, in difesa dei congiunti di Stefano Biondo.

Un processo che, seppur iniziato in ritardo si è finalmente concluso – a termine dell’udienza, conclusa pochi minuti fa nell’aula del tribunale di Siracusa.

“La sentenza  – conclude il legale – dimostra come il giudice abbia accolto, le problematiche sottese alla negligenza contestata all’imputato, perché ha irrogato una condanna di 24 mesi a fronte di quella minore precedentemente richiesta dal pubblico ministero. Non può parlarsi di vittoria, perché chiaramente il processo non restituisce stefano ai suoi cari, tuttavia giustizia è fatta e quantomeno il procedimento ha visto la sentenza che lo conclude”.

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Tags: news siracusaStefano Biondo
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