Canicattini Bagni. Oggi doveva essere un giorno felice, un giorno di festa per l’arrivo di tanti studenti che per una settimana parteciperanno insieme all’Istituto Comprensivo “G. Verga” al progetto Erasmus Plus. Un modo per conoscere chi è “diverso” per lingua, cultura e tradizioni, un’occasione per crescere nel rispetto degli altri.
Giornata che è stata offuscata da un tragico delitto perpetrato la notte di sabato ai danni di una giovane mamma, Laura Petrolito, uccisa dal suo compagno Paolo Cugno in preda alla gelosia.
«Sembra quasi un segno del destino», ha detto questa mattina il Sindaco Marilena Miceli nel corso di un’intervista rilasciata a Siracusa Times «quando lo scorso 3 marzo abbiamo fatto affiggere una targa, su sollecitazione di associazioni che operano nel settore, in memoria delle vittime del femminicidio».
Una notizia che ha lasciato scossi tutti. Si fatica ancora a credere a quanto accaduto, c’è tanta rabbia e sconforto.
Sindaco Miceli, questo tragico evento ha praticamente gettato nello sconforto il tranquillo paesino di Canicattini Bagni, tutto ciò assume i contorni di un incubo che si ripete a distanza di quattro anni dall’omicidio di Maria Ton. Com’è stato per lei apprendere questa notizia?
«Anzitutto così come i nostri concittadini la notizia che abbiamo appreso ieri ci ha gettato nello sconforto e ci ha traumatizzati perché a distanza di pochi anni abbiamo rivissuto la stessa situazione, ma stavolta ad essere coinvolti sono due giovani con due famiglie distrutte dal dolore, questo per noi questo è di una tristezza sconvolgente. Negli anni abbiamo sempre sensibilizzato i nostri ragazzi su un tema così importante, ma quando ahimè vieni sconvolta da queste notizie, ti rendi conto che non è mai abbastanza. Le istituzioni devono mantenere sempre alta l’attenzione e la sensibilizzazione verso quei valori sani che stanno alla base di società civili. Non si può far altro che continuare su questa strada e smuovere le coscienze dei giovani».
Quale sarà il destino dei bambini adesso? Rimasti orfani di madre e la più piccola di soli otto mesi, con un padre in carcere?
«In merito ai minori di Laura, da anni i servizi sociali sono a stretto contatto con la sua famiglia. Le Istituzioni, per quanto di competenza, si stanno prendendo cura dei bambini grazie all’aiuto di professionisti e assistenti sociali che continuano a lavorare. Perché poi l’aspetto importante è che un’istituzione sia presente sul territorio, sono anche questi i temi su cui porre l’attenzione».
Sindaco, lei da donna o per meglio dire da “prima donna” alla guida di un piccolo comune ibleo, come spiega il fatto che nonostante l’informazione, e la sensibilizzazione su questo tema tanto importante, continuino a vericarsi casi simili? Dove bisognerebbe agire secondo lei?
«L’unica cosa su cui bisogna agire, come istituzione o come addetti ai lavori, è quello di contribuire a costruire e a guidare le proprie comunità, agendo sulle coscienze dei cittadini ma soprattutto su quelle giovani. Non bisogna mai fermarsi perché le situazioni possono essere varie e da questo punto di vista le istituzioni di fronte a questi fatti devono comunque sensibilizzare e non spegnere mai riflettori e mai abbassare la guardia. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi, ma non è mai abbastanza perché se da un lato è vero che si ha la tutela giurisdizionale da parte di chi legifera, dall’altro lato bisogna comunque agire all’interno di ogni comparto della società che va dalle famiglie alle scuole, occorre quindi sensibilizzare a qualsiasi livello le coscienze e dare la percezione e la sensazione che questo tema sia ancora più attuale».
Dovrebbero essere anche le donne stesse a prendere coscienza del fatto che l’altra persona non sempre vuole il suo “bene”, può essere anche la paura che le spinge a non denunciare?
«I fattori potrebbero essere tanti come la paura o potrebbe essere anche l’eccessiva sensibilità da parte della donna che la porterebbe in alcuni casi a porsi tante domande su eventuali reazioni da parte dell’opinione pubblica in merito al suo agire. E’ necessario che la donna si renda conto, di trovarsi in una relazione o in un rapporto malato, quindi occorre sensibilizzare anche la donna a non perdere la fiducia verso le istituzioni».
A Canicattini c’è anche uno sportello per le donne vittime di violenza
«Da anni il Comune ha sottoscritto e rinnovato da poco un protocollo con le associazioni dei centri antiviolenza. Abbiamo messo anche a disposizione una location qui all’interno dell’area dei servizi sociali del Comune, un po’ distaccata, per mantenere l’anonimato. Tutto ciò che riguarda la prevenzione in questi anni è stato fatto e messo in campo, non ci fermeremo ovviamente. Perché purtroppo quando succedono queste cose sei chiamata a riflettere da donna, da sindaco e da rappresentante delle istituzioni, per raggiungere poi la consapevolezza che tutto ciò che fai non è mai abbastanza».
Anche l’assessore allo Spettacolo e al Turismo, Loretta Barbagallo si associa a quanto dichiarato dal Sindaco Marilena Miceli e invita ad agire sulle nuove generazioni e inoltre aggiunge: «noi non ci fermeremo, continueremo ad andare avanti con il nostro obiettivo, puntando soprattutto sulle generazioni giovani. In questo mese di marzo che non si è ancora concluso erano initinere un’altra serie di appuntamenti rivolti agli studenti affinché possa cambiare la mentalità. Io mi sentivo di dire questo, da donna prima di essere assessore e da mamma sia di figlio maschio che di figlia femmina, affinché questo fenomeno si possa finalmente arginare».
Ma spesso come fanno notare l’assessore Barbagallo e il consigliere comunale di maggioranza Sebastiano Gazzara, la televisione prima e i media in generale svolgono un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo, soprattutto in merito ai fatti di cronaca che molto spesso potrebbero essere oggetto di “emulazione”, come precisa Sebastiano Gazzara: «questo caso ha molto in comune con quello di Avetrana perché seppur in un contesto diverso, c’è il raptus di gelosia, l’occultamento del cadavere in una campagna, il pozzo. E’ come se guardi in tv e prendi inconsciamente degli spunti, immagazzinando tutto e in un momento di rabbia arrivare a compiere atti del genere».
Infine conclude l’assessore Loretta Barbagallo «con la tristezza nel cuore dobbiamo sempre fare di più, augurandoci che non avvengano altre tragedie simili».


