News. Dal lavoro dettagliato effettuato dal Tribunale del Riesame emergono nuovi dati sulla morte del parà siracusano, Emanuele Scieri, il cui corpo in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato in un’area della caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto del 1999.
Ad oggi risultano indagati tre commilitoni per la sua morte, Alessandro Panella, Andrea Antico e Luigi Zabara.
Per quanto riguarda Alessandro Panella, il Tribunale del Riesame ha rigettato la revoca degli arresti domiciliari, per il semplice fatto che, come si legge sul quotidiano “La Nazione”, «il corpo di Emanuele Scieri presentava ferite che i consulenti hanno escluso fossero conseguenza della caduta».
Come se non bastasse, si legge ancora su “La Nazione”, il corpo del giovane parà siracusano presentava «ferite inspiegabili» le cui cause a detta dei consulenti da ricercarsi in un «importante evento traumatico di natura contusiva e abrasiva realizzatosi contro un ostacolo fisso avente una superficie ristretta e presumibilmente verde».
Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Nazione”, il corpo del parò siracusano venne trovato «a terra, privo di vita con lesioni al collo del piede, alla sura e all’avambraccio. Lesioni non compatibili con la caduta».
Per il Tribunale del Riesame diventa sempre più veritiera l’ipotesi che Scieri «il giovane parà sia stato prima denudato e percosso, poi abbia di nuovo indossato i pantaloni e poi, senza riuscire a calzare ed allacciare entrambe le scarpe e ad abbassare la maglietta, sia stato costretto a salire sulla torre da cui poi è precipitato».
Nonostante Scieri avesse tentato la fuga disperatamente per sottrarsi alle grinfie dei suoi aguzzini, questa si rivelò del tutto vana.
Su una cosa il Tribunale del Riesame sembra non avere più alcun dubbio e cioè che se fossero stati prestati i dovuti soccorsi in tempo, il parà siracusano poteva ancora essere salvato.
Invece per ragioni ancora accertare e verificare, il giovane Scieri è stato lasciato nel luogo dove di lì a poco avrebbe esalato il suo ultimo respiro.


