News Canicattini Bagni. Cugno era “capace di intendere e di volere”, questo l’esito della perizia psichiatrica condotta da Antonio Petralia su richiesta del Gip del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto il 27enne canicattinese, accusato dell’omicidio della giovane compagna.
La perizia di parte, secondo quanto riportato dal quotidiano online LiveSicilia, condotta nell’aprile scorso su richiesta della difesa e affidata allo psichiatra Michele Lo Magro, infatti, aveva mostrato come il 27enne fosse affetto da schizofrenia e che già nel 2013 era stato sottoposto a Tso, trattamento sanitario obbligatorio, all’ospedale Umberto I di Siracusa, come documentato dalla cartella clinica rilasciata dal nosocomio aretuseo.
Lo psichiatra Antonio Petralia ha stabilito, pertanto, che Cugno al momento dell’omicidio avvenuto lo scorso 17 marzo, era capace di intendere e di volere e inoltre può partecipare consapevolmente al processo.
Il consulente nominato dal Gip ha poi spiegato come i precedenti disturbi psicotici manifestati da Cugno fossero stati indotti da fattori esterni che quindi esulano da particolari patologie di cui il giovane sarebbe affetto.


