Morta. Ammazzata dall’uomo che doveva difenderla. Uccisa da quell’amore che amore non era. Eppure Laura Petrolito ci credeva in Paolo Cugno, diventato da compagno a carnefice. Sognava Laura. Sognava di poter avere una casa dove poter vivere la sua vita da mamma con l’uomo che aveva scelto al suo fianco.
Laura adesso è morta. Il suo sorriso spento per sempre. La città di Canicattini, sconvolta, ha voluto ricordarla con una lenta “processione” di candele e palloncini. La stessa città che quattro anni addietro vide la morte, per mano del marito di un’altra donna, Maria Ton.
