News. “Costruire una vera alternativa alla nuova destra della paura, xenofoba e razzista, in Italia e al governo Musumeci deludente e inconcludente in Sicilia. È questo il messaggio forte e unitario, emerso da tutte le assemblee”. Ha esordito con queste parole il Coordinatore Regionale di Art1 Mdp Pippo Zappulla, alla vigilia dell’Assemblea Nazionale di Art1 Mdp in programma domani a Roma cui parteciperà una folta delegazione in rappresentanza della Sicilia composta da più di 50 persone.
“Per ricostruire una sinistra popolare, del lavoro, socialista ed ecologista ci vuole tanto coraggio, coerenza e generosità. Nessuna rendita di posizione, quindi, né la riproposizione di una sinistra di nicchia e autoreferenziata – ha affermato Zappulla – noi di Art1 per primi scegliamo di mettere a disposizione la nostra sigla, pronti ad autoscioglierci per chiedere e sfidare il variegato mondo della sinistra a fare altrettanto”.
“Occorre puntare ad una grande operazione di redistribuzione della ricchezza – ha indicato Zappulla – a favore del mondo del lavoro, del ceto medio, dei giovani massacrati in questi anni dalla crisi e da scelte politiche e di governo sbagliate. Il Pd dimostra di non essere il soggetto politico in grado di prendere in mano questa bandiera. Non solo perché in parte responsabile di provvedimenti profondamente inadeguati e sbagliati ma perché ormai platealmente imploso travolto dalle guerre intestine e da una sorte di “mutazione genetica ormai consumata”.
“Mantengo grande rispetto – precisa il coordinatore regionale – per le dinamiche interne al Pd ma non posso nascondere lo sconcerto nel leggere il ritiro della candidatura con quelle parole pesantissime pronunziate da una persona mite e moderata come Teresa Piccione”.
“Al variegato, deluso e parcellizzato mondo della sinistra siciliana, quindi, ci rivolgiamo – ha concluso Zappulla – per ricostruire insieme una vera alternativa politica, programmatica ed etica al governo giallo-verde, alla nuova destra e ad un governo regionale sempre più incapace di risolvere le tante emergenze siciliane”.


