Il giovane migrante per tutta la sua vita ha avuto enormi difficoltà anche semplicemente a camminare. I suoi piedi non sono mai stati paralleli ma quasi perpendicolari. L’intervento programmato da Lombardo ha permesso di superare questa patologia. “Dopo un attento studio radiografico e una tac, abbiamo analizzato la malformazione dovuta principalmente al femore – spiega il medico siciliano – Siamo intervenuti in contemporanea su entrambi gli arti inferiori, con un significativo e delicato intervento di osteotomia del terzo distale del femore procedendo ad una derotazione e ad un allineamento dalla testa del femore fino alle caviglie”.
È scappato dall’Africa, dalla guerra civile che gli ha strappato anche i suoi familiari più cari. E’ andato dapprima in Algeria, per cercare lavoro, ma il suo handicap è sempre stato un limite. Disperato, si è trasferito in Libia dove, prima di imbarcarsi verso l’Europa, è stato trattenuto in una sorta di prigionia. Poi è approdato a Pozzallo e infine è stato trasferito nel centro Sprar di Canicattini Bagni, assistito dall’equipe dell’associazione “La Pineta” di Grammichele il cui presidente Mario Mineo ha subito compreso le gravi condizioni del ragazzo.
“Alla fine sono riuscito ad imbarcarmi con la speranza di una vita migliore ma non avrei mai immaginato di poter essere sottoposto ad un intervento medico che mi permettesse di superare il mio handicap fisico – dice – In Italia ho ritrovato la mia nuova vita. Escludo di tornare in Africa. Adesso, grazie alla mia nuova condizione, potrò cercare lavoro in Europa e spero di poterlo presto trovare. Ringrazio infinitamente l’Italia per aver realizzato il mio sogno”.


