News. Siracusa e il Covid19. Un’emergenza sanitaria senza precedenti che arrivata, come un boomerang, ha colto impreparata anche la sanità siracusana lasciando così spazio a dubbi, presunte negligenze e accuse.
La trasmissione di Rai 3 “Report” condotta da Sigfrido Ranucci ha cercato di “fornire” come spiega il conduttore «un piccolo manuale di tutto quello che non andrebbe fatto se si vuole contrastare la diffusione del virus» ma che però «è stato messo in atto a Siracusa».
Il servizio di Claudia Di Pasquale ha cercato di far luce sui dubbi, sulle incertezze e sulla gestione del Covid19 in ospedale dopo la morte del Direttore del Parco Archeologico, Calogero Rizzuto.
Rizzuto è stato portato via dal Covid19 all’età di 65 anni e senza alcuna malattia pregressa. Poteva essere fatto qualcosa per evitare una simile tragedia? A questa e tante altre domande cerca di rispondere il servizio dal titolo “Le Covidiadi”.
A ricostruire il calvario di Calogero Rizzuto è il figlio audenzio e l’amico di famiglia, Nello Di Pasquale.
Tra tamponi e mancato ricovero alle prime avvisaglie, il Direttore del Parco Archeologico arriva in ospedale lo scorso 12 marzo, dopo il pressing di Di Pasquale, già in gravi condizioni e in preda a crisi respiratorie. La morte sopraggiungerà poi il 23 marzo.
Nel frattempo negli uffici della Soprintendenza di Siracusa si origina un presunto “focolaio” e alcuni colleghi e stretti collabotori di Rizzuto iniziano a manifestare i primi sintomi. Alcuni vengono ricoverati, altri si mettono in quarantena ma alla maggior parte di loro non viene effettuato alcun tampone.
Due giorni dopo la morte di Calogero Rizzuto, viene a mancare anche una sua stretta collaboratrice.
I familiari di Rizzuto hanno denunciato i fatti e la Procura ha aperto un’inchiesta per far luce su quanto accaduto.
L’inchiesta di Report ha mostrato una delle pagine più “nere” della sanità siracusana. Pagina in cui ci sono stati ritardi non tollerabili, esami di tamponi a rilento e una non proprio “ottimale” gestione dell’emergenza.
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