News: Un vibratore comprato in un sexy shop è stato messo in conto nei rimborsi spesa della Regione Emilia Romagna. Lo scontrino “sospetto” da 83,50 euro che la guardia di finanza di Bologna aveva contestato a Rita Moriconi è stato smentito dalla stessa nel seguente modo: “Io non sono mai entrata in un sexy shop, si tratta di un grave, gravissimo errore”.
Il vibratore è stato rimborsato per ben due volte. Il rimborso totale in realtà ammonta a 167 euro, con la medesima spesa di 83,50 euro: una prima volta è stata allegata alla spesa la ricevuta del pagamento bancomat, senza però il documento fiscale; la seconda volta è stato allegato solo il documento fiscale.
Il colpo di scena, Rosario Genovese ex collaboratore della Moriconi dichiara: “Ho fatto un errore”. Dopo l’indagine della guardia di finanza l’ex socialista reggiano Rosario Genovese si è presentato in Procura per rilasciare una dichiarazione spontanea: “Ho fatto un errore”. Sarebbe stato lui, il 29 novembre 2010, ad acquistare in un sexy shop di Reggio Emilia il vibratore contestato. L’acquisto che è apparso tra le voci “pranzi o cene di lavoro e hotel con amministratori locali su politiche regionali”, pare invece sia stato solo uno scherzo di Genovese ad un suo amico. Il collaboratore si è reso disponibile a parlare, ma non è stato ricevuto dai pm, impegnati in altre attività. Genovese inoltre afferma: “Visto che è stato erroneamente presentato, non poteva saperlo la consigliera Moriconi. Quando si commette un errore è corretto ammetterlo e spiegare cosa sia successo, ho fiducia nella magistratura e spero si possa appurare che è stato un errore materiale, non intenzionale”.
Vibratore, solo una delle spese folli dei consiglieri regionali. Dato per buono che il vibratore sia stato erroneamente segnalato come rimborso spese per ben due volte di seguito resta il fatto che la Moriconi è indagata per peculato, assieme ad altri 40 consiglieri regionali e una segretaria, per le spese pazze dei partiti, con i soldi della Regione avvenute nel 2010. Regali, feste di compleanni, benzina, cene di beneficenza e persino un sex toy per una spesa di circa due milioni e 80 mila euro.
Ecco i nomi dei consiglieri “beneficiari” oltre a Rita Moriconi. Del Pd: Marco Monari, Marco Barbieri, Marco Carini, Thomas Casadei, Gabriele Ferrari, Vladimiro Fiammenghi, Roberto Garbi, Paola Marani, Mario Mazzotti, Roberto Montanari, Antonio Mumolo, Giuseppe Pagani, Anna Pariani, Roberto Piva, Luciano Vecchi, Damiano Zoffoli, Matteo Richetti. Del Pdl: Luigi Villani, Enrico Aimi, Luca Bartolini, Gian Guido Bazzoni, Galeazzo Bignami, Fabio Filippi, Andrea Leoni, Marco Lombardi, Andrea Pollastri, Mauro Malaguti, Alberto Vecchi. Del gruppo misto: Matteo Riva (ex Idv). In concorso con lui risponde l’impiegata del gruppo Rossella Bolino. Della Lega Nord: Manes Bernardini, Stefano Cavalli, Stefano Corradi. Con loro c’era Mauro Manfredini, nel frattempo deceduto. Di Sel: Gian Guido Naldi e Gabriella Meo. Della Federazione della Sinistra: Roberto Sconciaforni. Dell’Idv: Liana Barbati e Sandro Mandini. Del M5s: Andrea De Franceschi e Giovanni Favia, entrambi espulsi dal movimento.
Pare che in molti siano stati i consiglieri a commettere qualche “errore”, nel frattempo l’italiano fa l’equilibrista tra disordini politici e disoccupazione.

