Da lunedì 4 maggio anche il trasporto ferroviario in Sicilia entrerà nella ‘fase due” dell’emergenza coronavirus. A confermarlo, nel corso di questa giornata, è l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Falcone, che ha dichiarato: “le corse regionali saliranno dal 20 per cento che abbiamo mantenuto durante il lockdown, a circa il 60 per cento rispetto ai numeri precedenti alle restrizioni”.
Un progressivo miglioramento, quindi, del servizio a vantaggio della libera circolazione dei cittadini. Quelli dell’Isola almeno per il momento. Non cambierà nulla, infatti, nei trasporti da e per la Sicilia in aereo e in treno almeno fino al prossimo 17 maggio. La Ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli ha accolto le richieste del presidente della Regione Nello Musumeci.
In sintesi, continueranno a essere aperti gli aeroporti di Palermo, Catania, Lampedusa e Pantelleria ma sempre con lo stesso limitato numero di voli. Due voli al giorno Alitalia per Roma da Palermo e Catania e i collegamenti minimi di Dat con le isole minori. Per il trasporto ferroviario dal Nord al Sud rimangono il Frecciabianca e l’Intercity Roma-Reggio Calabria e l’Intercity Roma-Palermo con i relativi treni di ritorno. Ma anche il treno per la Sicilia continuerà ad essere limitato in arrivo e in partenza a Villa San Giovanni. Tutto questo, al momento, fino al 17 maggio.
L’assessore Falcone precisa che verranno riavviate le corse più frequentate dai pendolari, come la Palermo-Catania, la Messina-Palermo, la Messina-Catania-Siracusa e la Agrigento-Palermo. Nella seconda decade di maggio, poi, è in programma la riapertura della Catania-Caltagirone e della Siracusa-Modica-Caltanissetta. Aggiunge poi Falcone: “ci prepariamo all’arrivo su tutta la rete siciliana dei nuovi treni acquistati dal Governo Musumeci, previsto per luglio. Di tale piano abbiamo discusso oggi in videoconferenza con le associazioni di categoria e Trenitalia”.


