Siracusa. Non abbassa la testa la consigliera Simona Princiotta dopo lo scandalo “Sistema Siracusa” e decide di continuare imperterrita a urlare la sua versione dei fatti chiamando in causa, tramite una lettera aperta, la Procura di Messina, Palermo, Roma e Reggio Calabria non escludendo anche il Consiglio Superiore della Magistratura. Dopo mesi di silenzio la Princiotta rompe gli indugi con una lettera fiume dove la donna che, con denunce e conferenza stampa aveva battezzato lei stessa quanto accadeva tra magistrati, avvocati e giornalisti come “Sistema Siracusa”, chiede di fare ancora chiarezza alle Procure.
Un sistema quello denunciato dalla Princiotta che non si fermerebbe a quanto accaduto ma che coinvolgere, come si evince dalla sua lettera, ben altri nomi. Nomi che farebbero sentire la donna vittima di un’organizzazione che ha avrebbe visto tutte le denunce da lei presentate finite nei cassetti del Palazzo di Giustizia. Chiede di essere ascoltata dalla Magistratura a tutela non solo della sua persona ma di tutti i cittadini che, come scrive la stessa consigliera, vorrebbero versi restituire la fiducia nella giustizia.


