Siracusa. In riferimento ai recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno provocato un vero e proprio “terremoto” all’interno del palazzo di giustizia, il segretario provinciale del PD Alessio Lo Giudice congiuntamente al segretario regionale Fausto Raciti hanno commentato con una nota la vicenda che nelle ultime ore ha provocato il crollo di un “muro” fatto di inganni, menzogne e denaro.
«Il quadro che emerge dal lavoro degli organismi inquirenti di Roma e Messina è inquietante – hanno dichiarato Lo Giudice e Raciti – Nonostante sia necessario attendere l’esito dei procedimenti penali in corso, la portata delle accuse mosse sui metodi adottati dai soggetti coinvolti desta non solo preoccupazione ma anche rabbia in tutti noi per l’asservimento, che pare emergere con tutta evidenza, delle funzioni e dei ruoli istituzionali a interessi particolari, contro i supremi interessi delle nostre comunità. Se dovesse essere accertato, ad esempio, che il sistema descritto dagli inquirenti ha avuto la capacità di condizionare pronunce giudiziarie che hanno pregiudicato il Comune di Siracusa e i beni paesaggistici e ambientali del nostro territorio, saremmo di fronte a un gravissimo attacco alla nostra vita istituzionale e democratica».
«Pochi mesi fa abbiamo, non a caso, sostenuto e difeso pubblicamente la richiesta dell’On.le Amoddio di un’ispezione ministeriale volta a chiarire la situazione dell’istituzione giudiziaria siracusana – hanno concluso Lo Giudice e Raciti – È questo il ruolo che dovrebbe assolvere la politica in casi come questo: nel pieno rispetto del principio della separazione dei poteri, a tutela dei cittadini e delle istituzioni stesse, essere vigili al fine di garantire il corretto svolgimento dell’attività giudiziaria. Per altro verso, siamo convinti di aver fatto bene a tenere sempre ferma la distinzione tra i giudizi politici e valutazioni di altro tipo che, invece, non competono alle forze politiche. Al di là degli esiti giudiziari della vicenda, è sicuramente un fatto positivo che le autorità competenti, attraverso le indagini compiute e i provvedimenti adottati, abbiano agito con vigore a tutela anche delle istituzioni che incarnano e consentendo a tutti noi di rinnovare la fiducia nell’attività della magistratura».

