News Siracusa. La Regione ha informato con una nota del 22 gennaio, indirizzata alle ex Province, che il servizio ASACOM (Assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione) viene interrotto. A comunicarlo è Vincenzo Vinciullo.
«L’assistenza all’autonomia e alla comunicazione – spiega Vinciullo – è dovuta ai ragazzi e alle ragazze diversamente abili, con precisi doveri dei Comuni fino alle scuole medie e delle ex Province per gli Istituti superiori. Ricordo ancora che, in qualità di relatore e Presidente della Commissione Bilancio, presentai un emendamento, approvato sia dalla Commissione che dal Parlamento, che, all’art. 6 della Legge regionale n. 24 del 5 dicembre 2016, stabiliva le funzioni di assistenza agli alunni disabili delegate alle Città Metropolitane e ai Liberi Consorzi Comunali».
«Con la nuova legge – aggiunge Vinciullo – mentre le funzioni sono rimaste in capo alle ex Province, il pagamento delle spettanze è in capo alla Regione.Nella Finanziaria 2017, di cui sono stato il relatore e Presidente della Commissione che l’ha esaminata e approvata, è stato inserito un mio emendamento che stanziava 19.150.000 euro per l’ASACOM».
«L’anno scorso ci sono stati problemi – aggiunge ancora Vinciullo – l’assistenza è iniziata in ritardo e, al solito, non sono stati pagati gli operatori perché sono sorte delle difficoltà gravi tra Regione ed ex Province sull’elargizione delle risorse. L’8 gennaio 2019 è stato emanato un Decreto dirigenziale con il quale si stanziano 1.913.693,48 euro per assicurare il servizio a gennaio. Nello stesso tempo, si prende atto che le somme stanziate dal vecchio Parlamento erano superiori a quelle necessarie, nel senso che, anziché impiegare, per il 2018, 19.150.000 euro, ne sono stati impiegati solo 13.698.593,16 euro. E’ chiaro che questo risparmio è dovuto al disservizio che è stato creato all’inizio dell’anno scolastico e dimostra che io avevo assolutamente ragione quando ad agosto-settembre sostenevo che non solo le risorse c’erano, ma erano più che sufficienti a coprire l’interno servizio, invece si è preferito lasciare a casa i ragazzi e le ragazze diversamente abili».
«Quindi – conclude Vinciullo – l’invito che io faccio alla società civile è quello almeno una volta, ripeto, almeno una volta, di prendere atto che anche a casa nostra vi sono ragazzi in gravissima difficoltà e che bisogna lottare con loro e per loro».


