News Siracusa. «È di ieri l’ennesima tragedia sul tratto stradale della Ex SS 114 orientale sicula che unisce la strada Stentinello e la Bretella Belvedere. Per intenderci stiamo parlando dell’ormai tristemente ribattezzato rettilineo della morte a Targia».
Queste le parole dei consiglieri Burgio e Ficara e del presidente del consiglio, Moena Scala, i quali con una nota vogliono fare chiarezza in merito alla mancata realizzazione per questo tratto di strada, di uno spartitraffico in “new jersey” che impedirebbe incidenti mortali oramai frequentissimi.
«La dichiarazione rilasciata ieri dal Sindaco Italia sulla impossibilità di realizzare tale spartitraffico nasce da un parere negativo espresso dal responsabile dell’ufficio Comunale protezione civile Amato e dal dirigente (oggi dimissionario) Petracca – spiegano – i quali, in data 12 marzo 2019, firmano un parere negativo in risposta ad una richiesta avanzata dall’allora assessore alla mobilità e trasporti avv. Giovanni Randazzo il quale, a nostro avviso più che saggiamente, aveva proposto l’apposizione di tali spartitraffico».
«Riteniamo tale dichiarazione totalmente errata nelle sue valutazioni – continuano Burgio, Ficara e Scala – ed è per tale ragione che in questa sede PREANNUNCIAMO CON FORZA UNA INTERROGAZIONE che riprenda immediatamente la saggia proposta avanzata a suo tempo dall’avv. Randazzo».
Nel merito della risposta negativa dei tecnici Amato e Petracca si legge che
” Il tratto stradale…rappresenta una viabilità di emergenza finalizzata a garantire una via di accesso privilegiata per i mezzi di soccorso ed una di fuga privilegiata per l’eventuale evacuazione della popolazione dalla zona industriale. Considerato…il posizionamento di spartitraffico fisso o mobile che sia, in ogni caso realizzato a norma, rappresenterebbe a seguito di incidente industriale, oltre che un restringimento della carreggiata, anche un ostacolo per i mezzi in emergenza da e per il polo petrolchimico, considerando anche che, in questi casi è certa la congestione veicolare dovuta al panico immediato della popolazione coinvolta. …”
«Abbiamo consultato alcuni nostri tecnici di riferimento – fanno sapere Burgio, Ficara e Scala – per chiedere delucidazioni in merito e grazie alle loro valutazioni che di seguito sintetizziamo, siamo giunti alla conclusione che tale parere, per quanto corretto nella sua generale visione, è a nostro avviso assolutamente inappropropriato se si contestualizza il tratto stradale a ciò che lo precede e lo segue e soprattutto se si tiene conto della grande pericolosità dello strada e dell’esistenza di strumenti tecnologici che oggi vengono in supporto a tali opere».
«Il tratto in questione (per intenderci dalla zona industriale alla città) è preceduto da un lunghissimo rettilineo per lunghi tratti realizzato proprio come chiediamo noi – aggiungono – ovvero con posizionamento di guardrail spartitraffico sulla carreggiata (che in molti tratti presenta sezioni stradali addirittura più ristrette rispetto alla soluzione chiesta da Randazzo…) ed è seguito da un analogo tratto ancor più problematico in termini di larghezza della carreggiata, di livelletta stradale e di aree di sosta inesistenti o quasi ovvero dalla famosa bretella. Se il flusso veicolare in questi due tratti che precedono e succedono il tratto in questione, è già limitato ad una capacità di traffico ben inferiore a quella che si avrebbe nel rettilineo della Targia, come si può pensare di giustificare un mancato posizionamento di barriere stradali di protezione senza tenere conto della contestualizzazione della strada in un impianto viario già di suo parecchio compromesso in termini di capacità».
«Esistono tantissimi casi in letteratura di tratti stradali separati da New jersey che sono a doppio senso di marcia – concludono – e che, in caso di emergenza, tramite degli opportuni sistemi tecnologici video semaforici comandati a distanza coadiuvati da impianti di diffusione audio, possono facilmente trasformarsi in una unica via di fuga unidirezionale, semplicemente delimitata da uno spartitraffico che non rappresenterebbe in alcun modo un impedimento alla viabilità su due corsie monodirezionali.
Impossibile pensare che per tali ragioni e per la mancanza di visione tecnologica non si proceda alla realizzazione di un’opera così importante.
Bene anzi benissimo l’utilizzo di dissuasori di limitatori di velocità e di telwlaser con sanzioni pecuniarie (anche elevate) ma sappiamo tutti che l’esistenza di tali spartitraffico avrebbe evitato molte morti per incidenti frontali.
Non facciamo allarmismo né speculiamo su tali drammi.
Facciamo solo l’interesse di una comunità stanca di piangere i suoi morti per un tratto di strada che va immediatamente posto in sicurezza senza se e senza ma. La nostra interrogazione arriverà quanto prima in consiglio auspicando una rivalutazione tecnica e un accoglimento traversale ed immediato da parte di tutte le forze politiche».


