News Siracusa. Gli agenti della Squadra Mobile, nelle prime ore della mattinata odierna, hanno eseguito l’ordinanza con la quale il G.I.P. presso il Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica aretusea, ha disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Greco Danilo, pregiudicato siracusano classe ’86.
Con la medesima ordinanza il G.I.P. ha, inoltre, disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Limpido Giancarlo, pregiudicato siracusano classe ’82. I due sarebbero gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio e detenzione illegale di arma comune da sparo.
I provvedimenti cautelari in argomento scaturiscono dall’indagine svolta dalla Squadra Mobile, su direttive del Sost, Proc. Dott. Davide Lucignani e con il coordinamento del Proc. Agg. Dott. Fabio Scavone, a seguito del ferimento di Caruso Daniele, nato a Dusseldorf (Germania) nel ’77, attinto alle gambe da diversi colpi di arma da fuoco lo scorso 9 agosto.
Nell’immediatezza dei fatti, la vittima aveva riferito agli inquirenti una versione contraddittoria, secondo la quale due giovani a bordo di uno scooter, travisati con caschi da motociclistica, lo avevano affiancato mentre percorreva a piedi la strada che conduce alla sua abitazione e gli avevano esploso contro diversi colpi di arma da fuoco che lo avevano ferito alle gambe.
Nel luogo indicato dal Caruso, tuttavia, non si rinvenivano né i segni dell’avvenuta sparatoria, né immagini che confermassero quanto dallo stesso riferito.
Le attività tecniche avviate a seguito dell’accaduto fornivano, invece, una diversa ricostruzione della vicenda e consentivano di giungere alla identificazione degli autori del gesto.
Secondo quanto appurato dagli investigatori, infatti, Caruso Daniele sarebbe stato attinto dai colpi di arma da fuoco non in strada, ma all’interno dell’abitazione del noto pregiudicato Greco Danilo, ad opera dello stesso con la complicità di Limpido Giancarlo.
In particolare il Greco, accortosi di un ammanco di droga lasciata in custodia al Caruso, avrebbe teso a quest’ultimo “una trappola”, invitandolo, per tramite di Limpido Giancarlo, a recarsi all’interno della sua abitazione per chiarire i termini della vicenda.
Una volta giunto all’interno dell’appartamento, tuttavia, Greco Danilo avrebbe fatto sedere la vittima sul divano della cucina e gli avrebbe sparato improvvisamente numerosi colpi di pistola alle gambe; arma appositamente consegnatagli poco prima da Limpido Giancarlo.
Il Caruso si sarebbe, quindi, trascinato da solo fuori dall’appartamento e avrebbe chiesto aiuto al padre per farsi trasportare in ospedale.
La ricostruzione dell’accaduto è stata suffragata dalla visione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona e dal sopralluogo compiuto all’interno dell’appartamento di Greco Danilo, unitamente a personale del locale Gabinetto di Polizia Scientifica, grazie al quale sono state rinvenute tracce ematiche, verosimilmente riconducibili alla vittima.


