News Siracusa: “Centri storici siciliani. La nuova legge regionale” è il tema dell’incontro che si terrà domani alle ore 16.30 presso la Camera di Commercio di Siracusa organizzato dall’Associazione “Democratici per la città” in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Siracusa.
Introdurrà i lavori per l’Associazione “Democratici per la città” l’arch. Antonino Burgo, cui seguiranno i saluti della presidente, Mariarita Sgarlata, prof. associato di Archeologia Cristiana e Medievale dell’Università di Catania, e dell’arch. Lilia Cannarella, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Siracusa.
A distanza di pochi mesi, 10 luglio 2015, dalla pubblicazione della legge regionale dal titolo “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici”, è sembrato opportuno organizzare un confronto, aperto a tutti i cittadini, addetti ai lavori e non, tra l’on. Anthony Barbagallo, assessore Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, primo firmatario della nuova legge, l’on. Giampiero Trizzino, presidente Commissione IV Ambiente e Territorio all’ARS del Movimento 5 Stelle, l’arch. Ignazio Lutri, presidente IN/ARCH Sicilia e Francesca Castagneto, prof. associato Tecnologia dell’Architettura dell’Università degli Studi di Catania.
Interverranno la Soprintendente BB.CC.AA. di Siracusa, dott. Rosalba Panvini, il Capo Servizio U.T.S.O., l’arch. Daniela Occhipinti, e il Soprintendente BB.CC.AA. di Caltanissetta, dott. Lorenzo Guzzardi.
La legge, strutturata in cinque articoli e nata per semplificare e sburocratizzare gli interventi nei centri storici, presenta alcuni punti critici che a tutt’oggi sono oggetto di discussioni e perplessità, in particolare sui tempi di attuazione e sull’applicabilità.
Entrano nel linguaggio normativo del governo del territorio in Sicilia i termini demolizione e ricostruzione all’interno dei centri storici, che sembrano andare contro il concetto di rigenerazione urbana. Oltre al rischio concreto di snaturare i nostri centri storici, appare prevalentemente sotto esame l’arbitrarietà che presiede la definizione delle tipologie edilizie, tra edilizia di base qualificata e non qualificata.
Verranno affrontati pro e contro di una legge che interviene sul delicato assetto dei centri storici che non rappresentano, nella vasta e articolata casistica siciliana, soltanto un insieme di unità edilizie degradate da recuperare quanto piuttosto un tessuto urbano in continua evoluzione che ha generato la città contemporanea.