News Siracusa: nel bene o nel male si parla sempre di lei, Simona Princiotta.
E’ ultima notizia, di questo sabato sera, che un comunicato a firma del i consiglieri comunali: Bonafede, Minimo, Acquaviva, Pappalardo, D’Amico, Salvo e Foti dopo la guerra sul bilancio si parla dell’incompatibilità della figura della consigliera Princiotta all’interno del gruppo Pd.
Secondo i consiglieri, infatti, la figura della Princiotta sarebbe incompatibile per via del suo votare “contro” il bilancio.
Dal suo canto, però, la Princiotta non abbassa la testa e replica, immediatamente, a quanto asserito dai consiglieri sovra citati, senza alcun timore.
“Io non ho votato contro il bilancio – afferma la Princiotta – ma non ho votato il bilancio come del resto hanno fatto altri quattro consiglieri”.
“Non comprendo come il problema ricada su di me – continua la consigliera del Pd – quando invece potrebbe essere focalizzato su Stefania Salvo o Marina Zappulla”.
“Ci tengo a sottolineare che il vero problema del gruppo consiliare –afferma la Princiotta – è che molti di loro non riconoscono sia il segretario provinciale del partito sia il gruppo dirigenziale del PD”.
“Sono delle dichiarazioni false – asserisce la consigliera – dichiarazioni false e inutili visto che sono stata presente in consiglio per quindici ore, fino alle quattro del mattino e la mia presenza non è stata silenziosa visto che non parte del mio carattere abbassare la testa senza capire neanche cosa si vota come qualcuno, invece, fa”.
Non si placano i toni di Simona Princiotta e continuano senza freni: “vorrei comprendere, a questo punto, come mai mentre il Sindaco ha definito i miei emendamenti irrisori e inutili si sia alzato un polverone così grosso. Su ben quaranta consiglieri comunali non comprendo come mai l’attenzione ricada proprio sul mio operato. Sarà forse che i miei emendamenti non erano così privi di senso?”.
“Falsità su falsità – prosegue Simona Princiotta – si incrociano”.
Non si ferma la Princiotta e continua: “vorrei consigliare al capo gruppo Pappalardo la lettura approfondita dallo statuto del Pd dove, di certo, non risulta essere lui l’addetto a decidere chi è idoneo e chi è da mettere alla porta”.
“Mi chiedo inoltre – tuona la battagliera Princiotta –quale sia il comportamento più incoerente e da condannare. Il mio? In quanto mi sono semplicemente attenuta ad un documento sottoscritto dai dirigenti del partito e dal segretario Castelluccio di qualche mese fa, dove ritiravano gli assessori del Pd presenti in giunta uscendo così dalla maggioranza? Oppure quello dei consiglieri che hanno partecipato alla riunioni di maggioranza sul bilancio ospitando al tavolo anche quelli che apparentemente dovrebbero essere consiglieri di opposizione (Forza Italia e Gruppo misto)?”.
“La grande verità – conclude Simona Princiotta – dopo l’ennesima falsità detta sul mio conto è che i firmatari di questo comunicato si trovano sulla difensiva perché non riescono a spiegare alla città intera il motivo della bocciatura dei miei emendamenti tutti a favore del ceto più debole. Fanno bene a trovarsi in difficoltà perché non hanno giustificazioni alcune in quanto il siracusano non ha mai vissuto un momento economico difficile come questo”.
La Princiotta chiude la replica affermando: “Non è nei miei programmi uscire dal Pd, che i consiglieri Bonafede, Minimo, Acquaviva, Pappalardo, D’Amico, Salvo e Foti riescano a farsene una ragione”.


