Fabio Granata, già assessore regionale ai Beni Culturali, interviene con una proposta a Vittorio Sgarbi.
“Faccio una premessa di metodo: attraversando una stagione delicata e particolare, ho una sana idiosincrasia per le discussioni inutili e strumentali.
Non desidero quindi partecipare a una polemica diventata ormai insopportabile esercitazione retorica per tanti che non conoscono nulla dei termini reali della questione “Caravaggio”.
Con Vittorio Sgarbi concordo da sempre sulla opportunità di un ritorno del prezioso dipinto a Santa Lucia fuori le Mura al Borgo Santa Lucia, progetto in nome del quale disposi da assessore regionale ai Bbcc il trasferimento dalla Galleria Bellomo finalizzato al suo ultimo restauro e a una Mostra, prima della collocazione nella Chiesa per la quale l’opera era stata “commissionata” dal Senato Siracusano.
Fu il restauro della stessa Chiesa a costringerci alla momentanea collocazione a Santa Lucia alla Badia.
Sulle modalità espositive per contribuire alla rinascita di quella parte della Città ci sarà tempo per discutere con tanti addetti ai lavori come il prof. Paolo Giansiracusa.
Intanto, per andare oltre ogni polemica, ho suggerito a Vittorio Sgarbi una sostanziale modifica al suo originale progetto: il Restauro, finanziato dal Mart, venga fatto a Siracusa con un “evento aperto” ai cittadini e ai viaggiatori, di fortissima suggestione.
Subito dopo, messo in sicurezza il dipinto, lo si potrà trasportare, previo parere favorevole dei tecnici competenti degli Istituti nazionali di restauro nazionale e regionale, alla Mostra del Mart, avendo in cambio dalla prestigiosa istituzione museale, magistralmente diretta da Vittorio Sgarbi, uno o più capolavori di arte moderna della
ricchissima collezione del Museo Trentino, che comprende capolavori inestimabili da Balla a Boccioni, con i quali allestire in contemporanea un evento espositivo a Siracusa in grado di “allungare” la stagione turistica e culturale fino a dicembre con un forte richiamo e liberando contestualmente e finalmente il capolavoro di Deodato Guinaccia.


